Umberto Bossi: non folklore, veleno per la democrazia

Bossi se ne è andato e c’è chi lo considera uno statista. Dimenticando i fucili contro Roma, l’astio contro i terroni, il più rum meno rom, i “bingo bongo”, la garrota per gli omosessuali, le pallottole di gomma sugli immigrati travestiti da leprotti. Eppure in un tempo di genocidi e di guerre non si può ridurre al pittoresco questa spregiudicatezza. Non erano battute di un uomo in canottiera, ma ferite profonde alla democrazia.

Strumentalizzare i migranti: quando la vergogna non ha limiti

Nella campagna referendaria per il Sì si è superato ogni limite. I migranti sono stati deumanizzati e trasformati in oggetti, in strumento per colpire i giudici e le regole. Il messaggio è: “migranti delinquenti liberati da giudici politicizzati”. Ma che valore può avere una riforma che ha come fondamenta l’odio, il razzismo, il culto del nemico alle porte e del traditore della patria in casa?

Cosa sarebbe la destra senza i migranti?

La destra odierna non sarebbe niente senza i migranti. Sono il nemico perfetto, costruito ad arte: come la pubblicità fa desiderare aggeggi inutili, così la propaganda politica crea il bisogno della sicurezza e demonizza i migranti. Ma attenzione, essi sono il prototipo su cui si sta sperimentando fino a che punto si possono comprimere razionalità, libertà e democrazia. Per tutti.

L’ICE da Minneapolis a Milano-Cortina? Per il Governo italiano non è un problema

Il corpo di polizia che caccia gli emigranti negli USA si chiama ICE. Le sue note distintive sono la crudeltà e la truce spettacolarità degli interventi. Saranno suoi uomini ad accompagnare gli sciatori americani alle olimpiadi di Cortina. Surreale il commento del ministro dell’interno: «Non ne sappiamo nulla, ma se così fosse non vedo il problema».

La destra e il diritto penale dell’insicurezza

L’obiettivo della destra è un diritto penale illiberale, piegato alle diverse emergenze, esteso all’infinito, segnato da una marcata criminalizzazione di migranti, marginali e ribelli e da un’ampia impunità per i poteri forti. È, a ben guardare, un diritto che accresce, anziché ridurre, l’insicurezza sociale ma rappresenta il necessario complemento dei progetti di revisione dell’assetto istituzionale in senso autoritario.

Fare la guerra ai migranti fa male a tutti

Ovunque, in Occidente, l’affermazione delle destre autoritarie e razziste si fonda sul rifiuto dei migranti. La ricetta è semplice: bisogna respingerli tutti, in tutti i modi. Anche se è impossibile e così si prepara una società vecchia e impoverita e si trasformano dei potenziali cittadini in una torma di sbandati che alimentano l’insicurezza. L’alternativa è un’alleanza con i profughi e con i migranti per costruire una nuova Europa.

Europa. Brutta aria per i migranti

Non è tempo, in Europa, di tutela dei diritti dei migranti e, in particolare, del diritto di asilo. Ad essere sotto attacco diffuso sono la Convenzione europea dei diritti dell’uomo e la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, accusata di ingerenza nelle prerogative dei governi. Anche in questo quadro, peraltro, restano, nel nostro Paese, la Costituzione e la necessità di rispettarla.

Migranti. Il flop dei centri in Albania

Il flop dei centri per migranti costruiti in Albania, fiore all’occhiello del Governo Meloni, è clamoroso: 20 ospiti, a fronte della strombazzata rotazione di 3.000 migranti al mese. A fronte di ciò, il costo previsto fino al 2028 è di 671,6 milioni di euro. Circa 125 milioni l’anno per un’operazione di pura (discutibile) facciata. Lo spreco di denaro pubblico è ora anche al vaglio della Corte dei conti.