Israele, l’Occidente e il trionfo della barbarie

Israele sta realizzando un cambio di paradigma che ci riguarda tutti. Fino all’inizio del millennio l’Occidente riconosceva, seppur strumentalmente, che l’esercizio della violenza aveva un limite nelle regole del diritto. Oggi quel limite è caduto. Il desiderio di annientamento dell’altro non ha più alcuna legge a cui riferirsi. La violenza della “civilizzazione” è stata sostituita dalla barbarie dell’Occidente e della sua inciviltà.

No alla guerra! Per una nuova pagina del pacifismo

Perché in Italia il pacifismo non raccoglie consensi di massa? Forse perché non esiste un movimento pacifista, ma una miriade di movimenti pacifisti, ognuno con il suo programma e la sua piccola cerchia. Bisogna cambiare strada e costruire un movimento unico, dotato di poche parole d’ordine, semplici e determinate. Anzi di una sola parola d’ordine: “no alla guerra!”.

Israele, Cisgiordania e falsi di stampa

“Attacchi terroristici contro villaggi israeliani”, titolava “la Repubblica” online del 1 settembre parlando di villaggi palestinesi occupati da coloni israeliani, con il sostegno dell’esercito, in spregio al diritto internazionale e alle risoluzioni dell’Onu. Il falso – ché di questo si tratta – è stato denunciato al giornale da un folto gruppo di intellettuali con una lettera al direttore. Al momento la lettera non è stata pubblicata.

Complici di uno Stato fuorilegge

Israele, con l’appoggio dell’Occidente, viola ogni convenzione internazionale. È uno Stato fuorilegge. Il suo obiettivo è l’annessione della Cisgiordania dove, dal 7 ottobre, ci sono stati oltre 650 morti e 10mila arresti tra i palestinesi, mentre i coloni si sono impadroniti di 24 km² di territorio. Altro che “due popoli e due Stati”! La realtà è una capillare pulizia etnica, l’allontanamento dei palestinesi, una politica coloniale.

L’occupazione dei territori palestinesi è illegale

La Corte internazionale di giustizia è arrivata a una conclusione che non poteva essere più forte e chiara: l’occupazione e l’annessione da parte di Israele dei territori palestinesi sono illegali e le leggi e prassi discriminatorie israeliane contro i palestinesi violano il divieto di segregazione razziale e di apartheid. Israele non si adeguerà, come sempre negli ultimi decenni. Ma cosa fa la comunità degli Stati?

La banalità del male: Gaza e non solo

La risposta di Israele all’attacco di Hamas ha raggiunto livelli di inumanità sconvolgenti. Le immagini dell’orrore degli ultimi (finora) bambini bruciati vivi a Rafah, tranquillamente definito un banale “incidente”, sono entrate a pieno titolo in antologie che si pensava appartenessero al “mai più”. Nell’oscurità dell’impunità, le Corti hanno aperto fessure che si vorrebbe tanto qualificare di speranza.

La giustizia internazionale alla prova di Israele

A fronte della richiesta di emissione di mandati di arresto nei confronti di Netanyahu e Gallant formulata dal Procuratore della Corte Penale Internazionale, Israele ha reagito non già difendendosi nel merito ma contestando in radice ogni giurisdizione internazionale nei propri confronti. Se passasse una simile posizione sarebbe la fine della giustizia internazionale e della stessa Onu.

La Corte penale internazionale, i crimini di Netanyahu, l’ipocrisia dell’Occidente

Il Procuratore presso la Corte penale internazionale ha chiesto l’arresto dei leader di Hamas, di Netanyahu e del suo Ministro della difesa Gallant per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Le indagini della Corte illuminano quello che era sotto gli occhi di tutti ma che le cancellerie occidentali hanno finto (e ancora fingono) di non vedere. Per non diventare complici dobbiamo esigere almeno il cessate il fuoco immediato.