Patrimoniale: perché no?

“Con noi al governo non ci sarà mai la patrimoniale” afferma la presidente del Consiglio e anche a sinistra resta elevata la resistenza finanche a parlane. Eppure un’imposta sui patrimoni superiori a una certa entità ne incentiverebbe un uso produttivo e ridurrebbe le disuguaglianze, senza grandi controindicazioni. Sarebbe tempo almeno di rafforzare la patrimoniale nella forma dell’imposta su donazioni e successioni.

Manovra 2026: verso un’economia di guerra

La legge di bilancio per il 2026 si caratterizza per l’assenza di una strategia di crescita e di redistribuzione. Non aumenta gli investimenti, non rafforza i redditi, non interviene sulle disuguaglianze. È finanziata da tagli lineari, condoni, misure temporanee. Consolida l’aumento della spesa militare e orienta risorse significative verso il settore della difesa e dell’industria bellica in un’ottica di economia di guerra.

Controfinanziaria 2026: una proposta alternativa

Il Rapporto “Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace l’ambiente” di Sbilanciamoci! contiene, anche quest’anno, a fianco della critica della legge di bilancio proposta dal Governo una Controfinanziaria. Una manovra alternativa a saldo zero: 111 proposte da poco più di 55 miliardi di euro, per un’Italia capace di futuro, a partire dal potenziamento della sanità pubblica e da una politica industriale per la transizione.

La classe capitalista va in paradiso (fiscale)

Nei paesi occidentali, le aliquote massime di prelievo sui redditi più elevati sono precipitate: siamo oggi intorno al 40% e ancor meno per i redditi da capitale. Si può invertire questa tendenza alla distruzione dei sistemi di progressività fiscale? Un tentativo lo stanno facendo Spagna e Brasile nella conferenza delle Nazioni Unite di Siviglia. Ma per cambiare registro occorre abbandonare la regola dell’unanimità.

Solidarietà sociale e fisco

Nelle culture antiche (da quella greca alla Bibbia) la pratica reciproca della solidarietà ha un ruolo centrale fino ad essere, talora, considerata un vero e proprio dovere. L’impostazione ha segnato profondamente anche la nostra Costituzione e i suoi istituti. Il fisco, in particolare, ne è la traduzione, mentre l’evasione fiscale è una dissociazione dalla reciprocità, una schizofrenia sociale, uno sfregio alla civiltà.

Non ce la stiamo passando troppo bene…

Contrariamente a quanto sostenuto dalla premier, l’economia italiana non se la sta passando bene. Nel 2023, il reddito disponibile reale lordo delle famiglie è in calo mentre quello dell’UE cresce; nel triennio 2021-2023 i prezzi al consumo sono aumentati del 17,3% e i salari solo del 4,7%; siamo l’unico Paese sviluppato in cui i salari reali non sono cresciuti negli ultimi 30 anni, con un calo decennale del 4,5%.

Redditometro? Sì, anzi no

Se per il Governo Meloni «le tasse sono un pizzo di Stato», è ovvio che ogni strumento utile a individuare gli evasori sia considerato “il grande fratello” fiscale. Dunque, il redditometro non s’ha da fare, soprattutto a un mese dal voto. Anche perché vale sempre la promessa iniziale fatta dalla presidente del Consiglio subito dopo l’insediamento a Palazzo Chigi: «Non disturberemo chi vuol fare».