Usa-Europa, storia di un’alleanza ostile

L’ostilità degli Stati Uniti verso un’Europa più unita e autonoma – oggi al centro della politica di Trump – ha una lunga storia, intrecciata alla Guerra fredda e al declino americano. Prenderne atto e uscire dall’attuale subalternità agli Stati Uniti consentirebbe di lavorare per un’Europa diversa, dotata di un proprio posto in un mondo multipolare più pacifico e di contribuire alla fine della Guerra fredda.

Trump consegna alla Cina le chiavi dell’ordine globale

L’egemonia americana post-1945 si basava su quattro fattori: un prodotto nazionale lordo che rappresentava il 50% del pil mondiale; il dollaro come moneta di riserva per l’intero pianeta; la superiorità nucleare; il soft power in consumismo, musica, cinema. E, inoltre, su un ampio sistema di alleanze. Oggi tutto è cambiato e le politiche isolazioniste di Trump consegnano alla Cina le chiavi dell’ordine mondiale.

Dazi reciproci?

L’intesa siglata tra USA e UE (ma “siglata” davvero?), che introduce dazi del 15% sui beni europei esportati Oltreoceano (e fino al 50% su acciaio e alluminio), non racconta uno scambio tra pari. Racconta, piuttosto, la conferma di un assetto gerarchico che struttura da decenni i rapporti transatlantici: gli Stati Uniti impongono, Bruxelles obbedisce. Con l’Italia prima della classe, ovviamente in condotta.

Il passo avanti dei BRICS

Il summit dei BRICS di Rio de Janiero segna una svolta. Un blocco in forte crescita economica e alternativo all’Occidente promuove il suo progetto strategico per rafforzare il Sud globale, riformare istituzioni come il Consiglio di sicurezza dell’ONU, realizzare pace e sostenibilità climatica, intaccare il primato del dollaro negli scambi commerciali. Va preso sul serio in questa epoca di transizione egemonica globale.