L’autismo e la retorica: lettera alla ministra Locatelli

Il 2 aprile sarà la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo. Ma non c’è niente da festeggiare. Non serve illuminare di blu piazze e monumenti se il giorno dopo si spegne la speranza di un futuro in cui i diritti delle persone autistiche siano realmente riconosciuti. Se vuoi averne conferma, cara ministra, visita le strutture in cui tanti autistici vivono. Entra nelle case delle famiglie. Guarda, ascolta, tocca con mano.

A margine del caso dei “bambini nel bosco”: di chi sono i figli?

Di nuovo è polemica sulla separazione di bambini dai genitori. I giudizi si sprecano, spesso senza alcuna conoscenza. Mentre nessuno sembra porsi la domanda fondamentale: di chi sono i bambini? Non certo dello Stato, ma neppure dei genitori. Essi appartengono solo a se stessi e i loro diritti vanno tutelati, in attesa che siano in grado di farlo direttamente. A questo servono i giudici.

Tutelare le vittime, anche in Costituzione

“La Repubblica tutela le vittime del reato”: è l’integrazione dell’articolo 24 della Costituzione richiesta dal comitato “Noi, 9 ottobre”, approvata un anno fa dal Senato e ora ferma alla Camera in attesa di essere calendarizzata. Eppure è una modifica fondamentale: le vittime hanno bisogno di sapere che la Repubblica è dalla loro parte anche di fronte ai potenti. È indispensabile che la Camera esca dall’attuale torpore.

Che succede a Cuba?, intervista con Franco Zunino

Cuba è tuttora un paese socialista impegnato nel tentativo di assicurare a tutti condizioni di vita degne. Emblematico è il livello della ricerca e dell’assistenza sanitaria, emerso a livello internazionale durante il Covid. Oggi, peraltro, la vita nell’isola è molto dura per l’“embargo” imposto dagli Stati Uniti, condannato dall’Onu e senza uguali nel mondo, che ne strozza l’economia e provoca drastiche restrizioni su tutti i piani.

“Il rumore degli anni”, di Danilo Conte

Attraverso la lente di un avvocato, storie convergenti di diritti negati: lavoratori pachistani sottopagati, l’addetta a una boutique declassata e umiliata, due restauratici precarie, un vecchio che arrotonda la pensione, gli orchestrali di Torino, i lavoratori di Brescia che rifiutano di caricare armi… Dolore e tenerezza del condividere ingiustizie e battaglie. E qualche volta di vincere in tribunale. Un romanzo avvincente, talora lirico.

Minneapolis, Torino e il falso dilemma della sicurezza

Minneapolis prima, oggi Torino. Riemerge un vecchio dualismo, apparentemente semplice: più tranquillità in cambio di meno libertà, oppure più libertà accettando un contesto meno sicuro. Ma siamo davvero certi che tutto si giochi su questo equilibrio instabile? Forse è tempo di comprendere che la protezione dei cittadini non è il risultato di un bilanciamento tra diritti e ordine, ma l’esito di un progetto di cura.

Lo stato dei diritti in Italia

La fotografia fornita dal nuovo Rapporto sullo stato dei diritti in Italia curato dall’associazione “A Buon Diritto” è impietosa per gran parte dei profili indicati nei 17 capitoli che lo compongono e che spaziano dalla salute alla casa, dal carcere all’informazione e via elencando. Lo stato di salute dei diritti nel nostro Paese lascia molto a desiderare: denunciarlo è almeno un passo per cercare di invertire la tendenza.