Politiche per la famiglia e ossessioni della destra

Due proposte animano il dibattito in tema di politiche per la famiglia: l’abolizione dell’assegno unico e l’aumento delle detrazioni fiscali per le famiglie numerose (con parallela riduzione per chi non ha figli/e). Il quadro non è ancora definito ma già emerge il passo indietro nel percorso di emancipazione individuale e il ritorno a una situazione in cui gli individui hanno diritti diversi a seconda della loro posizione nella famiglia.

Il sogno della destra: cancellare il dissenso e il conflitto

Il disegno di legge sicurezza approvato alla Camera è un tentativo organico di sostituire lo Stato sociale con lo Stato penale e di cancellare il conflitto sociale e il suo ruolo di veicolo di cambiamento. Prima ancora che incostituzionale in alcune disposizioni esso è contro il progetto della Costituzione, che impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli che si frappongono all’emancipazione personale e sociale.

Le due destre: rifiutarle entrambe

Ci sono in Occidente due destre, pur molto diverse e fra loro nemiche. Non si tratta di scegliere la meno peggio ma di rifiutarle entrambe imboccando una strada diversa. Cominciando col liberare il linguaggio dalla mistificazione, dal mercato e dalla guerra. È questo il nuovo, unico, possibile programma politico di una sinistra degna del suo sogno.

Genere e fake news. A margine di un “non incontro” di pugilato

Alle Olimpiadi, in un incontro di pugilato, un’atleta (Angela Carini) si ritira assumendo di essere stata colpita “troppo forte” dall’avversaria (Imane Khelif, presentata da una vergognosa campagna mediatica della destra come un uomo o un trans). Lo sport, ovviamente, non c’entra nulla e la fake news è clamorosa. Ma serve a veicolare la tesi di un complotto in atto per sovvertire la “naturale divisione” tra maschi e femmine.

Il Pantheon della destra, la subalternità della sinistra

Siamo in questa stretta politica anche perché, a partire dagli anni Novanta, è stata l’estrema destra a imporre la propria visione e la propria agenda: non solo in campo economico-sociale ma, incredibilmente, anche in tema di riforme istituzionali. Basta ricordare il ruolo e le posizioni di Pinuccio Tatarella, Mirko Tremaglia e Gianfranco Miglio. Per cambiare registro occorre affrancarsi da questa egemonia.

Spetta sempre alla sinistra salvare la democrazia

La propensione di moderati e liberali a ritrovarsi con la destra reazionaria è una costante. Lo abbiamo visto, in Italia, con Berlusconi ma lo stesso sta accadendo in gran parte d’Europa. In Svezia, in Olanda e oggi in Francia. Qui, peraltro, c’è una novità: la costituzione del Nuovo Fronte Popolare, con un programma comune riformatore. A salvare la democrazia deve pensarci sempre la sinistra…

Il senso del non voto. Nell’attesa di un’alternativa

Vince la destra; ancor più vince l’astensione. Per cambiare registro non vale inseguire la destra. Lasciamoli alle loro passioni tristi e difendiamo altri valori: la pace contro la guerra, la giustizia contro il sopruso, la cultura contro l’ignoranza, la gentilezza contro lo schiaffo, la sobrietà contro lo spreco, la difesa del “qui e ora” contro una politica dei “due tempi”. Se inizierà un nuovo corso, in molti, forse, torneranno a votare.