Trump all’attacco del clima e del pianeta

La guerra di Trump contro il complesso della tutela ambientale è in pieno svolgimento e già è stato emesso il 60% delle prescrizioni previste al riguardo nel suo Project 2025. In una furia devastante vengono cancellate le regole a tutela di aria, acqua, paesaggio, foreste, fauna selvatica in via di estinzione e, insieme, vengono smantellati gli uffici pubblici preposti alla loro tutela. Ma qualche timida reazione si comincia a intravedere.

La resistenza climatica passa dai tribunali

Anche le rivendicazioni climatiche passano sempre più spesso dai tribunali. Dal 2015 sono state avviate 230 azioni legali contro aziende del settore fossile, e i due terzi di queste sono partite negli ultimi quattro anni. Più della metà delle cause per greenwashing arrivate in giudizio (54 su 77) tra il 2016 e il 2023 è stata vinta. Ma c’è anche la controreazione: 50 cause contro le politiche ambientali.

Mobilità sostenibile e lavoro alleati nella transizione

La domanda è cruciale: è possibile salvaguardare l’occupazione, e crearne di nuova, all’interno del processo di transizione alla mobilità sostenibile ed elettrica? Ad essa risponde un recente Report di Alleanza Clima Lavoro sostenendo che si tratta non solo di un obiettivo possibile ma anche di una leva strategica per trasformare il sistema produttivo italiano nel segno della sostenibilità e della giustizia.

La crisi climatica, le nonne, i giudici

Nei giorni scorsi la CEDU ha stabilito che il Governo svizzero ha violato i diritti umani di un gruppo di cittadine riunite nell’associazione “Anziane per il clima”. È la prima volta che la Corte annovera il diritto a un clima stabile tra i diritti umani. Ed è significativo che lo abbia fatto decidendo sul ricorso di un gruppo di anziane signore: una integrazione del “mondo salvato ai ragazzini”.

Difensori dell’ambiente, non criminali né terroristi

Gli attivisti ambientali sono oggetto, anche in Europa, di una criminalizzazione, attuata facendo ricorso alla legislazione antiterrorismo, ad arresti indiscriminati, a brutalità di polizia, a inasprimento delle pene, a detenzione preventiva e a condanne a pene sproporzionate. Lo denuncia un Rapporto del Relatore Speciale Onu sui Difensori dell’Ambiente, Michel Forst, che intima agli Stati di astenersi da simili comportamenti.

Alluvioni: sappiamo tutto, ma non si fa nulla

Delle alluvioni, anche di quelle prossime, sappiamo tutto. Sappiamo l’incidenza decisiva degli interventi umani. E sappiamo, per esempio, che l’Emilia Romagna è la terza Regione italiana per consumo di suolo e la prima per cementificazione in aree alluvionali. Sappiamo tutto, ma si preferisce dire che non era mai successo niente di simile, archiviare in tutta fretta la “pratica” e continuare esattamente come prima.