Migranti senza confini nel Sahel
Il Sahel (in arabo, costa del Sahara) è una vasta area che si estende tra l’Oceano Atlantico e il Mar Rosso. Dei 14 Stati che lo compongono prenderemo in considerazione …
la politica puntoacapo
Il Sahel (in arabo, costa del Sahara) è una vasta area che si estende tra l’Oceano Atlantico e il Mar Rosso. Dei 14 Stati che lo compongono prenderemo in considerazione …
Lo scienziato Brad Lister, tornando nel 2018 nella foresta pluviale portoricana di Sierra de Luquillo 35 anni dopo la sua prima esplorazione, ha verificato che il 98 per cento degli insetti terrestri era scomparso. Eppure quella foresta è un’area protetta. Forse la la fine del mondo, per gli animali e per l’uomo, è già iniziata.
La Conferenza mondiale di Katowice sul clima non passerà alla storia per i (modesti) risultati conseguiti ma per le parole di una ragazza di 15 anni che, nel richiamare i potenti del mondo alle loro responsabilità, ha sottolineato che «se questo sistema non consente soluzioni adeguate, allora bisogna cambiare sistema».
La realizzazione della Torino-Lione comporterebbe, nel prossimi 20 anni, una crescita massiccia di inquinamento. I suoi fautori prospettano benefici a partire dal 2040. Ma il clima è in crisi adesso e, se non si riducono subito le emissioni, il punto di non ritorno è dietro l’angolo.
Il progetto economico e politico sottostante al TAV Torino-Lione non è la soluzione della crisi che attraversa Torino ma ne è una parte. Per questo dire di no alla sua realizzazione significa tutelare l’ambiente e la salute e, insieme, aprire un nuovo capitolo di ripresa sobria, sostenibile e duratura.
Vi sono segnali evidenti che l’economia dei Paesi europei (e non solo) si stia avviando verso una nuova fase recessiva: la ripresina del 2016-17 si è infatti esaurita. Nel terzo …
Nessuna crescita materiale indefinita è possibile in un ambiente finito. La convivenza con questo limite materiale non flessibile richiede un cambio di paradigma in cui si persegua uno stato stazionario a un livello adeguato. Non tenerne conto produce gli esiti devastanti che sono sotto gli occhi di tutti.
Ci sono tre alternative ai disastri ambientali: rassegnarsi, adattarsi o pianificare. La rassegnazione è l’atteggiamento più diffuso: così, con allegra incoscienza e ignoranza, si corre spensieratamente verso un ancora più sgradevole futuro.