Clima: fermare i diesel per qualche giorno non basta

La temperatura media in Italia si è alzata di 1,8°, la Pianura Padana è tuttora la regione più inquinata d’Europa, le città del Sud sono poco attente ai problemi del traffico, non incrementano la mobilità dolce e il trasporto pubblico. In questa situazione non basta fermare i diesel per qualche giorno. È necessaria una strategia politica di lungo respiro tesa a un cambiamento profondo. Ma non ce n’è traccia.

Harry è passato, ma è solo un avvertimento

Il ciclone Harry ha devastato Calabria, Sicilia e Sardegna. Onde alte fino a nove metri hanno travolto tutto quanto hanno trovato sulla loro strada lungo decine di chilometri. Mentre contiamo i danni, abbiamo due certezze: che altri cicloni si abbatteranno sul Mediterraneo con effetti ancora più devastanti e che ciò accade non per colpa della natura ma per l’azione irresponsabile dell’uomo.

Clima e ambiente: dal 2025 anche buone notizie

Il 2025 non è stato foriero solo di cattive notizie per le sorti dell’umanità e del pianeta. Le attività per la cura dell’ambiente e l’impegno per uno sviluppo sostenibile continuano ad avanzare, malgrado gli ostacoli posti dalle grandi lobbies del potere economico, finanziario e commerciale. Ad essi bisogna fare riferimento ogni volta che una notizia di devastazione ci raggiunge e lo sconforto ci spinge verso il nichilismo.

Clima e ambiente: lo sconfortante bilancio del 2025

In chiusura del 2025 molti organismi di studio e controllo forniscono dati e notizie sullo stato di salute del pianeta. Il quadro complessivo è sconfortante: la quantità di gas alteranti prodotta nel mondo non è mai stata così alta, l’aumento delle temperature ha superato la soglia critica, l’utilizzo del petrolio e del carbone non accenna a diminuire. Ma alcuni nodi di queste politiche dissennate cominciano a venire al pettine.

La Cop 30 tra delusioni e iniziative dal basso

La Cop 30 ha dato frutti estremamente deludenti. Il documento finale, infatti, non cita nemmeno il termine carburanti fossili e si limita a generiche esortazioni, cioè conferma gli obiettivi delle precedenti conferenze, ma senza fornire strumenti per raggiungerli. A margine dei negoziati ufficiali, peraltro, si sono stabiliti, dal basso, importanti accordi e collegamenti virtuosi per investire in una reale transizione energetica.

La guerra: l’elefante nella stanza della Cop30

Tutti sanno che guerra e lotta per il clima sono incompatibili. Le guerre succhiano risorse, sono un fattore di rilancio dei fossili, impiegano tecnologie utilizzabili anche contro l’ambiente e la natura, producono milioni di migranti, militarizzano la società e la cultura, promuovono sudditanza e subordinazione, tutti elementi antitetici alla salvaguardia dell’ambiente. Eppure a Belém, nella Cop30, nessuno ne parla.

La guerra e il clima: oggi Gaza, domani i migranti

Come sarà il mondo dal punto di vista fisico, climatico, sociale, di qui a 10-20 anni? Secondo le previsioni più accreditate circa la metà degli abitanti del pianeta (4 o 5 miliardi di persone) sarà costretta a emigrare, trasferendosi altrove, a causa dei cambiamenti climatici. L’Occidente si attrezza per cercare di impedirlo: in questa prospettiva il massiccio riarmo a cui assistiamo è la prima fase e Gaza è un laboratorio.

Tre iniziative per una nuova stagione politica

Il dopo estate si annuncia impegnativo. Per prepararlo fioriscono le iniziative, centrate su pace, clima, diritti. Tra le altre: “Addio alle armi”, organizzata da Sbilanciamoci! (Cernobbio, 5-6 settembre); “Se vuoi la pace prepara la pace”, organizzata da Scuola di formazione politica Gea (Trevignano, 5-7 settembre); “Fermare l’economia di guerra. Riprendersi il futuro”, organizzata da Attac (Cecina, 12-14 settembre).

Stati Uniti: ambiente e terre pubbliche sotto attacco

Col ritorno di Trump al governo è in atto il più grande assalto mai avvenuto negli Stati Uniti contro le terre pubbliche e le persone che le proteggono. Ad essere colpiti sono i parchi naturali (con concessioni per trivellazioni, estrazioni di minerali e disboscamento) e le agenzie federali di tutela (con licenziamenti in massa) mentre è ripresa alla grande la combustione del carbone e sono incentivate le grandi opere.