Ragazzi dentro

In 22 mesi di governo della destra i minori in carcere sono aumentati del 48%, pur in assenza di una crescita della devianza giovanile. E aumentano i suicidi, l’uso di psicofarmaci, i trattamenti sanitari obbligatori, la promiscuità. Eppure tutti gli esperti segnalano che questa situazione si riflette anche sulla recidiva mentre sarebbe assai più utile introdurre forme di detenzione socializzanti e a sicurezza attenuata.

Noterelle dal carcere. «Siamo ancora una monarchia»

Una mattina qualunque, in un carcere qualunque. Un detenuto si presenta in classe in ritardo. È stato al processo. Evidentemente – si vede dal suo atteggiamento – le cose non sono andate come aveva sperato. Poi, a un certo punto sbotta: «Prof., siamo ancora in una monarchia». E, di fronte allo sguardo interrogativo dell’insegnante, continua: «Anche oggi sono in pochi ad avere ricchezza e diritti. Gli altri, come me, niente».

Un nuovo vangelo secondo Matteo?

Il papa di Roma continua, inascoltato, a predicare il vangelo secondo Matteo e a chiedere accoglienza per migranti e detenuti. Ma la nuova vulgata è quella di un altro Matteo e di una destra sedicente devota secondo cui «siamo stufi che in Italia entrino cani e porci» e, quanto ai condannati per gravi reati, bisogna «gettare le chiavi» e lasciarli «marcire in galera». Segno dei tempi?

Carcere: la scelta di buttare la chiave

Il carcere scoppia, le condizioni di vita sono insostenibili, i suicidi si moltiplicano. Ma il Governo assume provvedimenti di pura facciata, progetta nuovi istituti di pena e insegue l’illusione punitiva, incurante del fatto che in questo modo – come dimostra l’esperienza degli Stati Uniti – non solo si violano i più elementari principi di umanità ma, in modo solo all’apparenza paradossale, aumentano i reati e l’insicurezza.

Quando il carcere uccide

In carcere e nei centri di detenzione crescono a dismisura i suicidi e le morti determinate da condizioni di vita intollerabili. Le storie di alcuni di quei morti sono illuminanti. Non bastano parole di circostanza e palliativi. Solo ripensando dalle fondamenta il sistema repressivo, la pena e la disciplina dell’immigrazione si potrà curare la malattia, e non solo nasconderne i sintomi.

Il gioco si fa duro. 15° Libro Bianco sulle droghe

Il 15° Libro Bianco sulle droghe promosso da La Società della Ragione e da altre realtà dell’associazionismo descrive una realtà sconfortante. Dopo 34 anni di applicazione del Testo Unico sugli stupefacenti, i dati sono sempre gli stessi. In assenza di detenuti per il reato previsto dall’articolo 73 legge stupefacenti o di quelli dichiarati tossicodipendenti, non vi sarebbe il problema del sovraffollamento carcerario.

L’orrore del carcere, il cinismo della politica

Siamo di fronte a uno dei momenti più bui della storia del carcere repubblicano, testimoniato dalla crescita abnorme dei suicidi. Non è un semplice sovaffollamento: è l’istituzionalizzazione della crudeltà a fini di ricerca di consenso. È una strada pericolosa e illusoria. La situazione va affrontata capovolgendo l’ottica e rimettendo in campo parole e istituti desueti: numero chiuso in carcere, amnistia, indulto.

L’Ungheria è vicina

Mentre la polizia manganella studenti e ambientalisti e trattiene in questura dimostranti e giornalisti durante le manifestazioni, la maggioranza prepara una nuova stretta repressiva prevedendo il carcere fino a venticinque anni per il reato di resistenza in manifestazioni contro le grandi opere. Non basta. La presidente Meloni chiede, in modo sinistramente provocatorio, quali sono le libertà aggredite dal Governo e l’opposizione balbetta.