Per le donne afghane

A ogni regime autoritario che faccia dell’oscurantismo il paradigma della condizione femminile deve corrispondere una mobilitazione internazionale delle coscienze e un sostegno umanitario. Spetta ai Governi e agli organismi internazionali promuovere ogni necessario meccanismo di protezione internazionale per le donne e i profughi afghani.

La missione italiana in Afghanistan. Considerazioni a margine di un fallimento

Il ritiro delle truppe occidentali dall’Afghanistan ricorda la fuga americana dal Vietnam del 1975. Dopo 20 anni di presenza militare occidentale nel paese i talebani sono più forti di prima ed entrano a Kabul senza incontrare resistenza. Questa volta anche l’Italia è coinvolta. E una riflessione complessiva sul senso di questa operazione non può essere elusa.

Congo. Quale cooperazione internazionale?

Il disinteresse dell’Occidente nei confronti della guerra infinita nella Repubblica democratica del Congo si accompagna all’inadeguatezza degli interventi di peacekeeping dell’ONU e all’autoreferenzialità della cooperazione internazionale. Il vero intervento umanitario è realizzato dalla popolazione stessa e il sistema si regge solo perché i poveri aiutano altri poveri.

Brasile: il genocidio delle popolazioni indigene

In Brasile il presidente Bolsonaro sta realizzando un vero e proprio genocidio delle popolazioni indigene. Non è certo la prima volta nella storia. Ma, nonostante tutto, esse sono sopravvissute. E ci affidano un messaggio: l’umanità può sopravvivere solo se saprà cogliere le lezioni di Madre Terra evitando la distruzione dell’ambiente in cui viviamo.

Aiutare Cuba, che aiutò l’Italia

Nel marzo 2020, nel momento più buio della pandemia, 61 medici e infermieri cubani vennero in soccorso a Torino e a Crema. Oggi è Cuba ad essere piegata, in modo drammatico, dall’emergenza sanitaria e la Cgil lancia una campagna di solidarietà per l’acquisto di materiali sanitari da spedire all’Avana entro la fine di agosto.

Europa: tra oligarchia e sovranismo

Da qualche mese ci sono segnali di una ripresa di iniziativa per un’Europa federale. Ma ad essi non seguono fatti concreti. Anzi. Alla esplicita opposizione dei sovranisti si accompagna la scelta del moderno capitalismo che preferisce affidarsi a élite tecno-oligarchiche piuttosto che a soluzioni democratiche e partecipate.