Clima e nucleare: le contraddizioni della Turchia

La Turchia era l’unico paese del G20 a non aver firmato l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici del 2015. Il 6 ottobre questo vuoto è stato riempito. Ma la stessa sera sono stati approvati due disegni di legge che definiscono i rifiuti nucleari come prodotti che possono essere rigenerati e utilizzati, con il rischio di trasformare la Turchia in una discarica nucleare.

Italia-mondo: il diritto non umano

Il processo e la condanna di Mimmo Lucano sono esemplari di una situazione ormai consolidata a livello internazionale. Da tempo, ormai, il diritto non è più sinonimo di garanzia delle persone e delle democrazie, ma è protagonista di una vera e propria guerra (warfare) che garantisce l’impunità dei “pochi e privilegiati” rispetto ai “più e destinati al ruolo di vittime”.

Da Saigon a Kabul: il declino del sogno americano

Dopo il rovinoso ritiro delle truppe Usa da Kabul sono in molti a pronosticare la fine del “sogno americano”. È vero che le analoghe previsioni fatte dopo la caduta di Saigon sono state smentite dai fatti. Ma allora, nel 1975, c’era nella società statunitense una speranza di giustizia e di cambiamento che oggi, sull’onda di una crisi sociale gravissima, sembra definitivamente tramontata.

Le tribù di Israele

Il conflitto israelo-palestinese, pur momentaneamente sopito, continua e non ci sono soluzioni all’orizzonte: non quella di due popoli-due Stati e non quella di uno Stato laico in cui siano assicurati a tutti uguali diritti politici. E le difficoltà sono aumentate dal fatto che Israele è diventato un coacervo di minoranze profondamente diverse, anche sul versante religioso.

Sinistra e socialdemocrazia in Svezia. Intervista ad Ali Esbati

In Svezia la socialdemocrazia è in crisi. Da tempo. Eppure il suo modello di welfare costituisce per molti versi un esempio riuscito di pianificazione sociale sotto il capitalismo. La sinistra politica deve partire da questa constatazione: non per realizzare una collaborazione subalterna ma per ottenere, nell’attività di governo, il rispetto di alcuni punti fermi irrinunciabili.

Dopo la caduta di Kabul. Scrutare i segni dei tempi

Alla caduta di Kabul e alla fuga degli Stati Uniti dall’Afghanistan segue un timido segnale. Nell’intervento all’assemblea dell’Onu del 21 settembre il presidente Biden ha dichiarato che bisogna voltare pagina e che gli interessi degli Stati Uniti non possono essere separati da quelli del mondo. È presto per dire se alle parole seguiranno fatti coerenti ma è un segno dei tempi.