Delocalizzare i penitenziari e deportare i detenuti: accade in Danimarca

In base a un accordo tra Danimarca e Kosovo, 300 condannati detenuti nelle prigioni del Paese scandinavo, verranno trasferiti in una prigione situata a oltre duemila chilometri da Copenhagen. Il costo? 15 milioni di euro all’anno. Le prigioni vengono trattate come fabbriche di lavatrici e le persone ristrette come rifiuti di cui disfarsi. Il trattamento dei migranti ha fatto scuola.

No alla guerra!

La crisi in Ucraina rischia di provocare una nuova guerra dalla conseguenze inimmaginabili. Occorre mobilitarsi per impedirlo. L’Unione Europea non deve farsi trascinare dalla NATO in una insensata corsa all’incremento delle minacce sul campo e a un rilancio delle spese militari. L’Italia deve dissociarsi da questa politica e deve mandare un segnale chiaro a favore della distensione.

Impedire il ritorno della guerra

La tensione fra i blocchi politico militari che si fronteggiano intorno alla crisi dell’Ucraina è ulteriormente cresciuta. Il futuro è più che mai incerto. Ma proprio per questo occorre ricordare che le crisi politiche non si risolvono con i carri armati ma con la politica. Anche perché un conflitto armato provocherebbe una catastrofe umanitaria e una crisi economica di enormi e incontrollabili proporzioni.

Cile: il nuovo Governo di Gabriel Boric

Gabriel Boric ha presentato il nuovo Governo cileno. Un squadra che promette profonde trasformazioni sociali ed è probabilmente la più diversificata mai vista nel paese: più donne che uomini, per metà formati nella pubblica istruzione, alcuni membri di partiti, altri indipendenti. Sono il simbolo di un Cile che si sta allontanando dalle élite sociali che lo hanno governato dalla fine della dittatura.

Il conflitto tra Russia e Ucraina in un vicolo cieco

La crisi tra Russia e Ucraina si avvita in una spirale di minacce militari e politiche sempre più preoccupanti e non si intravedono vie di uscita, mentre la Nato getta olio sul fuoco dimenticando impegni assunti all’epoca dello scioglimento del patto di Varsavia. L’Italia si accoda e le sue scelte in sede Nato continuano ad avvenire in silenzio e al riparo da ogni ingerenza dell’opinione pubblica

Norvegia: un partito ecosocialista nel paese del petrolio. Intervista a Ronny Kjelsberg

In Norvegia è in crescita Rødt (il Partito Rosso) che si colloca a sinistra delle forze progressiste tradizionali. Ciò è dovuto a una organizzazione attenta e a un radicamento omogeneo sul territorio ma, soprattutto, alla capacità di dar voce ai bisogni delle classi più povere. Anche se non mancano i problemi, per esempio in tema di tutela ambientale.

Buon Natale dal Cile

C’è, in questo Natale, una lieta novella che viene dal Cile. L’elezione alla presidenza di Gabriel Boric non è una semplice alternanza di governo. È la fine dell’eredità di Pinochet rimasta fino ad oggi viva anche se scalfita. È, dopo quasi 50 anni, il ritorno della speranza incarnata da Salvador Allende e, con lui, da Gabriela Mistral, da Pablo Neruda, da Violeta Parra.

L’inferno delle carceri di sterminio turche

La repressione del popolo curdo da parte della Turchia comprende anche l’annientamento fisico (diretto o indiretto). Negli ultimi 10 giorni sono cinque i prigionieri politici curdi morti in carcere in circostanze sospette: Vedat Çem Erkmen, Ilyas Demir, Garibe Gezer, Abdülrezzak Şuyur e Halil Güneş. Il commento di fonti del Governo è lapidario: «sono terroristi in meno da nutrire in carcere».