Francesca Marcellan vive a Padova, lavora presso il Ministero della Cultura e scrive di arte, soprattutto nei suoi aspetti iconologici. Sulla scorta di Morando Morandini, va al cinema "per essere invasa dai film, non per evadere grazie ai film". E quando queste invasioni sono particolarmente proficue, le condivide scrivendone.

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“I colori del tempo”

Un film che si muove tra passato e presente, sulle tracce di una donna e di un quadro misterioso. Una riflessione sul nostro rapporto con l’arte che sembra nascere da una domanda semplice semplice: quando vi fate una foto in un museo, per voi è più importante l’opera, per quanto sullo sfondo, o il vostro primo piano?

“Cinque secondi”: una fiaba con tutte le stagioni

L’ultimo film di Paolo Virzì, presentato alla Festa del Cinema di Roma, è un racconto idillico en plein air la cui trama ricalca quella della fiaba di Oscar Wilde “Il gigante egoista” (1888). Ma c’è anche il rovescio della storia, ambientato nell’aria grigia di un tribunale. Il film non ignora il buio della vita, ma riesce a venirci a patti con la superiore saggezza della fiaba.

“After the hunt” di Luca Guadagnino

All’università di Yale una dottoranda in filosofia confida alla sua docente di aver subito una molestia da parte di un professore. Sarà vero? E Luca Guadagnino ha davvero qualcosa da dire sul #metoo o vuole solo girare un discreto thriller psicologico, in attesa del prossimo film che più gli sta a cuore? Entrambi gli interrogativi restano (forse) senza risposta.

“La valle dei sorrisi”: l’orrore dietro la felicità a tutti i costi

“La valle dei sorrisi” di Paolo Strippoli, presentato fuori concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, è un riuscito horror d’autore che riesce a essere perturbante senza versare litri di sangue, ma affondando invece lo sguardo su alcune delle paure più profonde di oggi, a partire da quelle del dolore e della perdita, come se non avessimo più la capacità di farvi fronte.

La “Duse” di Pietro Marcello

Un ritratto personalissimo e reinventato della grande attrice, perché per Pietro Marcello la Duse è soprattutto un personaggio-pretesto per raccontare la dissoluzione di un mondo e il precipitare nell’abisso del fascismo di una società che non ha i codici per decifrare una nuova realtà, e quindi neppure per difendersene.

Cosa resta della Mostra del Cinema di Venezia

In questa edizione della Mostra del Cinema di Venezia molti film hanno messo in luce problemi gravi e irrisolti, dalla minaccia atomica al fine vita, dalla catastrofe ambientale al lavoro – perso, precario, nero. Ma il tema più attuale e controverso è sicuramente il genocidio in atto nella striscia di Gaza, protagonista di “The voice of Hind Rajab”, della regista tunisina Kaouther Ben Hania, Leone d’argento gran premio della giuria.

Quanto è duro “L’ultimo turno” dell’infermiera Floria

Un film incalzante che segue il turno di lavoro di un’infermiera ospedaliera, riuscendo nella difficile impresa di essere al tempo stesso rigoroso e avvincente. Oltre a renderci consapevoli del problema globale della carenza di personale infermieristico, la regista Petra Volpe riesce a restituire umanità a una figura che, quando siamo nei panni di pazienti, rischiamo di ridurre alla pura funzione di cura.