La situazione dei diritti umani nel mondo

Il Rapporto 2026 di Amnesty International sulla situazione dei diritti umani nel mondo descrive, tra l’altro, una serie impressionante di crimini di diritto internazionale commessi soprattutto dalle Grandi potenze e un crescente attacco al sistema della giustizia internazionale, che stanno danneggiando gravemente le fondamenta del sistema globale di protezione dei diritti umani.

Tutela dei diritti o interessi privati?

Giustizia, immigrazione e sanità sono campi fondamentali per misurare la democrazia. In tutti tre da tempo è in atto una politica di incentivi economici legati a risultati. È un fatto devastante perché la logica del profitto applicata ai diritti rischia di produrre effetti assai negativi: non dice esplicitamente cosa e come decidere, ma suggerisce cosa convenga fare prima, cosa dopo, cosa accelerare, cosa tralasciare.

La guerra e la lezione degli anni Trenta del ‘900

È in atto una moltiplicazione di conflitti determinata, in singolare analogia con gli anni ‘30 del secolo scorso, da quattro fattori: la crisi del dollaro, la rottura dell’equilibrio tra le grandi potenze, la sofferenza della democrazia e la messa in discussione della globalizzazione. Come allora, per arginare tale deriva non basta contrastare il riarmo ma occorre trovare un accettabile equilibrio tra i fattori che la generano.

Farmaci: la crisi che parte dallo Stretto di Hormuz

Principi attivi sintetizzati in Asia, elio (necessario per le risonanze magnetiche) importato dal Qatar, rotte bloccate nello Stretto di Hormuz: la crisi in Medio Oriente mostra quanto la filiera produttiva europea dei farmaci dipenda dai combustibili fossili e si regga su equilibri geografici fragili. Il protrarsi della crisi potrebbe, per questo, determinare ritardi negli approvvigionamenti e aumento dei costi.

Cuba no está sola!

Cuba ha costruito un sistema sanitario modello e lo ha esportato nel mondo in applicazione del principio di solidarietà. Ma oggi quel modello vacilla, strozzato dall’embargo degli Stati Uniti che vorrebbero spegnere Cuba e trasformare Varadero in Miami Beach. La prosecuzione della rivoluzione cubana dipende ora dalla solidarietà internazionale. È un impegno oneroso, ma Cuba non può e non deve essere lasciata sola.

25 aprile. L’incurabile malattia della divisione

Il 25 aprile sono uscito di casa, a Napoli, con in mente i fascisti al governo e gli errori della sinistra che ce li avevano portati. Pensavo: vinsero perché li sottovalutammo, li affrontammo divisi e solo molti anni dopo ritrovammo l’unità necessaria a sconfiggerli. Uscito dalla metropolitana ho realizzato che, per ricordare la Liberazione, erano in programma tre diversi cortei. Così, con la morte nel cuore, me ne sono tornato a casa.

Ingiusta detenzione e sfida del garantismo

Di garantismo si è molto parlato, più a sproposito che a proposito, nel recente dibattito referendario. Passato il clima elettorale, è tempo di analisi specifiche. Prendiamo il tema della ingiusta detenzione: massima nei maxiprocessi di criminalità organizzata e nelle regioni del Sud. Un cittadino calabrese ha 11 volte più possibilità di essere ingiustamente arrestato di un cittadino delle regioni più fortunate del paese.

L’incredibile storia di una legge e del suo contrario

L’ennesimo decreto legge sicurezza è stato convertito dal Parlamento in un crescendo di strappi al sistema costituzionale. La mancanza dei presupposti per la decretazione d’urgenza si è, infatti, accompagnata a un iter grottesco, comprensivo dell’approvazione di una legge subito (parzialmente) abrogata e della contestuale promulgazione, da parte del presidente della Repubblica, di una legge e del suo contrario.

Un fermo contro le libertà e i diritti

Il fermo preventivo di polizia è legge. Con questa misura di stampo ottocentesco le forze di polizia, in occasione di manifestazioni, possono accompagnare nei propri uffici e trattenere fino a 12 ore chi sospettano possa turbarne il pacifico svolgimento. La genericità dei presupposti e degli obiettivi e la mancanza di un reale controllo giudiziario violano all’evidenza il diritto alla libertà personale e a quello di riunione.

Quando il patrocinio infedele diventa legge

La novità dell’ultima “legge sicurezza” è dirompente (e solo in parte sanata dall’anomala retromarcia con decreto legge): gli avvocati che indurranno i migranti da loro assistiti a non impugnare il provvedimento di espulsione e ad accettare il rimpatrio “volontario”, saranno compensati dal Governo, a rimpatrio avvenuto, tramite il Consiglio nazionale forense. Così il patrocinio infedele diventa legge.