La situazione dei diritti umani nel mondo

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Il Rapporto sulla situazione dei diritti umani nel mondo e la documentazione prodotta nei primi mesi di quest’anno da Amnesty International descrivono pervasivi crimini di diritto internazionale e un crescente attacco al sistema della giustizia internazionale, che stanno danneggiando gravemente le fondamenta del sistema globale di protezione dei diritti umani.

Israele ha portato avanti il suo genocidio contro la popolazione palestinese della Striscia di Gaza, nonostante il cessate il fuoco dell’ottobre 2025, e il suo sistema di apartheid accelerando l’espansione degli insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est, e adottando provvedimenti verso l’annessione. Le autorità israeliane hanno sempre più incoraggiato i coloni ad attaccare e terrorizzare la popolazione palestinese nell’impunità e importanti esponenti politici hanno plaudito ed esaltato la violenza contro le persone palestinesi, gli arresti arbitrari e le torture in carcere.

Gli Usa hanno commesso oltre 150 esecuzioni extragiudiziali bombardando imbarcazioni nell’Oceano Pacifico e nel Mar dei Caraibi e, nel gennaio 2026, hanno compiuto un atto di aggressione contro il Venezuela. La Russia ha intensificato gli attacchi aerei contro infrastrutture civili di fondamentale importanza in Ucraina e le forze armate di Myanmar hanno usato paracadute a motore per sganciare esplosivi contro i villaggi uccidendo decine di civili, bambine e bambini compresi.

Gli Emirati Arabi Uniti hanno alimentato il conflitto in Sudan fornendo armi avanzate di produzione cinese alle Forze di supporto rapido, il gruppo paramilitare che nell’ottobre 2025 ha assunto il controllo della città di El Fasher, dopo 18 mesi di assedio, e ha commesso uccisioni di massa e violenze sessuali contro la popolazione civile. Nella Repubblica Democratica del Congo, il gruppo armato M23 attivamente sostenuto dal Ruanda ha catturato le città di Goma e Bukavu uccidendo civili e torturando detenuti.

All’inizio del 2026 l’uso illegale della forza da parte di Usa e Israele contro l’Iran, in violazione della Carta delle Nazioni Unite, ha provocato attacchi di rappresaglia iraniani contro Israele e gli stati del Consiglio di cooperazione del Golfo. Contemporaneamente Israele ha aumentato i suoi attacchi contro il Libano. Dall’uccisione di oltre 100 bambine e bambini in un attacco illegale statunitense contro una scuola in Iran ai devastanti attacchi portati a termine da tutte le parti coinvolte contro le infrastrutture energetiche, il conflitto ha messo in pericolo la vita e la salute di milioni di persone e minaccia di infliggere danni ampi, prevedibili e a lungo termine alla popolazione e all’ambiente, con ricadute sull’accesso all’energia, alle cure mediche, al cibo e all’acqua in una regione già turbolenta e anche altrove.

In Afghanistan, i talebani hanno inasprito le loro politiche predatorie contro la popolazione femminile emanando ulteriori decreti contro l’istruzione, il lavoro e la libertà di movimento. In Iran, nel gennaio 2026, le autorità hanno massacrato manifestanti in quella che probabilmente è stata la più mortale azione repressiva da decenni a questa parte.

Nel 2025 gli Usa, Israele e la Russia hanno ulteriormente indebolito i meccanismi internazionali per l’accertamento delle responsabilità, in particolare la Corte penale internazionale. L’amministrazione Trump ha emanato sanzioni contro il personale e i collaboratori della Corte e nei confronti della Relatrice speciale delle Nazioni Unite sul Territorio palestinese occupato. La Russia ha emesso mandati di cattura contro funzionari della Corte. Altri stati si sono ritirati o hanno annunciato l’intenzione di ritirarsi dallo Statuto di Roma della Corte e da trattati che vietano le bombe a grappolo e le mine antipersona.

Gran parte degli stati non è stata in grado o non ha avuto voglia di denunciare in modo costante le azioni predatorie di Usa, Russia, Israele e Cina o di elaborare soluzioni diplomatiche. L’Unione europea e la maggioranza degli stati europei si sono mostrati arrendevoli nei confronti dell’assalto statunitense al diritto internazionale e ai meccanismi multilaterali. Non hanno intrapreso azioni significative per fermare il genocidio israeliano o per porre fine all’irresponsabile trasferimento di armi e di tecnologia che alimentano crimini di diritto internazionale nel mondo. Si sono mostrati indisponibili anche ad approvare norme a protezione dei soggetti colpiti dalle sanzioni Usa, come il personale della Corte penale internazionale. Italia e Ungheria non hanno arrestato persone ricercate dalla Corte che si trovavano nei loro territori e Francia, Germania e Polonia hanno lasciato intendere che avrebbero fatto lo stesso.

È una piccola parte delle violazioni ai diritti umani nel mondo descritta nel Rapporto 2026 di Amnesty International.

Qui il link per l’accesso al Rapporto.

Gli autori

Amnesty International

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