Tonino Perna, vice-sindaco di Reggio Calabria, è stato professore ordinario di Sociologia economica all’Università di Messina, presidente del Parco nazionale dell’Aspromonte, della Ong CRIC, del Comitato etico di Banca Etica. Ha scritto una trentina di saggi tra cui “Fair trade” (Bollati Boringhieri, 1998) ed “Eventi estremi” (Altreconomia, 2011). È tra i fondatori di Altreconomia.
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Nei confronti del migranti non ci sono, nel nostro Paese, solo odio e rifiuto. Ci sono, circondate dal silenzio o considerate marginali, molte esperienze virtuose che rappresentano la vera alternativa alla “remigrazione”. Se esistesse una Sinistra dovrebbe avere il coraggio di condurre una battaglia a partire da qui, dalla comunicazione e dalla spiegazione che esiste un’altra storia fatta di accoglienza.
È in atto una moltiplicazione di conflitti determinata, in singolare analogia con gli anni ‘30 del secolo scorso, da quattro fattori: la crisi del dollaro, la rottura dell’equilibrio tra le grandi potenze, la sofferenza della democrazia e la messa in discussione della globalizzazione. Come allora, per arginare tale deriva non basta contrastare il riarmo ma occorre trovare un accettabile equilibrio tra i fattori che la generano.
Di fronte all’ennesimo naufragio, che ha provocato, sulla costa calabra a 200 metri dalla riva, oltre 60 morti evitabili, il Governo addossa la responsabilità agli stessi migranti e ribadisce che occorre “impedire le partenze” dei poveri del mondo. In altri termini, bisogna aiutare i più disperati a morire nei loro Paesi, per fame o per guerra, purché lontano dai nostri occhi: parola della presidente del Consiglio e del ministro Piantedosi.
Tonino Perna, da poco nominato vice-sindaco di Reggio Calabria, racconta che cosa sta succedendo nella Regione, il collasso della sanità, il ruolo della ‘ndrangheta e i tentativi di dar vita a centri di medicina solidale e di trovare gli “Hotel Covid”: «Non cerchiamo le medaglie ma di risolvere un problema drammatico».