Gli Uffizi ridotti a succursale di palazzo Chigi

Gli Uffizi hanno un nuovo Consiglio d’amministrazione, voluto da Alessandro Giuli, il “ministro per caso” (come ama presentarsi) più organico di ogni altro al Governo in carica. È un trionfo di incompetenza, subalternità alla politica e conflitto di interessi che trasforma la Galleria fiorentina in succursale di palazzo Chigi. Per questo ho rassegnato le dimissioni dal comitato scientifico. Restare significherebbe essere complici.

Contro l’“educazione smartphone”

In tutto il mondo anglofono e in vari paesi europei c’è un aumento rilevante dell’ansia e della depressione dichiarata dagli adolescenti, nonché dei casi di suicidio, di autolesionismo e di ricorso ai servizi psicologici. Tutti gli studi concorrono nel ritenere che tra le principali cause vi sia l’uso o l’abuso dello smartpfone o di altri schermi. Di qui la necessità di risposte istituzionali adeguate e di sistemi educativi razionali.

Schiavitù, fragole e consolati

In Calabria i braccianti afghani e pachistani valgono meno delle cassette di fragole e, se provano a protestare, può accadere che vengono chiusi in un’automobile e bruciati vivi, suscitando la pena e le lacrime di un giorno. Intanto nella mitica Milano una grande società statunitense importa, per costruire il consolato del proprio paese, qualche centinaio di muratori indiani che riduce in schiavitù a due euro l’ora.

La patrimoniale e le tasche degli italiani

Ogni volta che si parla di patrimoniale, la destra (e non solo) grida allo scandalo affermando che “si vogliono mettere le mani nelle tasche degli italiani”. Accade anche oggi, a fronte della proposta di legge popolare sul tappeto, che prevede un’imposta progressiva dall’1% al 3,5% sui patrimoni oltre i due milioni di euro. Ciò interessa l’1% della popolazione: davvero difficile identificare questo 1% con tutti gli italiani.

L’Italia e le vittime di tortura

L’Italia, al di là di annunci e raccomandazioni non vincolanti, è ancora largamente inadempiente rispetto agli obblighi internazionali che impongono di rendere accessibili ai sopravvissuti a tortura i servizi specialistici necessari per una piena riabilitazione. È quanto risulta in modo univoco dal rapporto della Rete di supporto per le persone sopravvissute a tortura pubblicato nei giorni scorsi.

«Francia o Spagna, purché se magna»: un elogio controcorrente

“Francia o Spagna, purché se magna” viene regolarmente citato come la prova che noi italiani siamo pronti a svendere la patria per un piatto di pasta. Ma è un giudizio profondamente sbagliato. Perché, a ben guardare, non è il motto dei vigliacchi, ma dei sopravvissuti. Non è l’alibi dei senza patria, ma la bussola di chi sa che la patria più vera è quella in cui si mangia insieme, in pace, senza bandiere che dividono.

Le molte ragioni contro la proposta di legge elettorale della destra

La proposta di legge elettorale della destra è inaccettabile non solo per la dichiarata volontà di impedire, con essa, la vittoria della parte avversa ma anche per la finalità strategica. La sua idea di fondo è che le elezioni devono servire a eleggere non il Parlamento, ma il Governo, dotandolo di una maggioranza assoluta non scalfibile. Di qui una serie di distorsione che meritano di essere evidenziate e denunciare.

Shakespeare e la natura distruttiva del potere

La messa in scena, al Teatro Due di Parma, del “Racconto d’inverno”, diretto da Jared McNeill e con interpreti eccellenti, è un’occasione da non perdere. In essa Shakespeare, ormai maturo, forse stanco e giunto agli ultimi bagliori della sua traiettoria creativa, mostra ancora una volta, con questa summa di tutte le sue esperienze, l’errore fatale, il vizio strutturale connaturato all’esercizio del potere, agli uomini di potere.

La Flotilla ha vinto: nonostante tutto

Le imprese della Global Sumud Flotilla sono state uno dei fatti maggiormente innovativi degli ultimi anni e lasciano una lezione suscettibile di sviluppi importanti. In esse hanno contato l’entusiasmo, la fantasia, l’assenza di interessi individuali, l’universalismo, la radicalità e l’approccio rigorosamente non violento. Ma anche il coraggio e la disponibilità a sacrificare qualcosa di sé, che sono il vero motore di ogni possibile cambiamento.

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Le parole perdute di Erri

Le parole di Erri De Luca su Gaza e Israele sono inaccettabili sul piano politico, morale e anche genericamente umano, per i loro contenuti e per la sede a cui sono state affidate: il quotidiano che in Israele è chiamato “il giornale di Netanyahu” e il Foglio di Giuliano Ferrara. Più che la rabbia di molti suoi critici meritano tristezza. Mentre gli argomenti dei suoi difensori rivelano lo stato degradato di un mondo culturale e giornalistico che predica apertamente la trahison des clercs e il disimpegno.