Essere semplici e radicali

Le elezioni non si vincono al centro, come vanno ripetendo da anni i generali di cento sconfitte. Le elezioni si vincono portando alle urne chi se ne è allontanato disgustato dalla sovrapponibilità delle proposte politice o chi non ha mai votato. Ma ciò – lo insegna il referendum sulla giustizia e lo dimostrano, nel mondo, leader come Sanders e Sanchez – richiede proposte semplici e radicali.

Il movimento delle “mogli tradizionali”

Tra i fenomeni più controversi degli ultimi anni c’è quello delle tradwives, o “mogli influencer” che celebra il ritorno al ruolo di genere tradizionale. Nato negli Stati Uniti il movimento raccoglie milioni di follower sui social, ma il suo successo non racconta solo una nostalgia per la vita domestica. Il modello della “moglie tradizionale”, infatti, è un progetto che mette al centro il controllo del corpo femminile e della famiglia.

L’identità come arma. Il caso esemplare di Ferrara e Italo Balbo

Una delle parole che la destra utilizza per il proprio progetto di dominio culturale è “identità”. La si ritrova dappertutto, associata a un’idea infondata di appartenenza e omogeneità. Esemplare la celebrazione da parte del Comune di Ferrara del gerarca fascista Italo Balbo, assunto a simbolo della città insieme a fior di antifascisti e “dimenticando” Giorgio Bassani, vera immagine culturale di Ferrara nel mondo

Lo sport a scuola e i Giochi della Gioventù

I Giochi della Gioventù sono tornati, con la fase finale disputata a Roma a maggio, come manifestazione sportiva scolastica nazionale, coinvolgendo migliaia di studenti del primo e del secondo ciclo di istruzione. Ma sono rimaste molte ambiguità. Lo sport scolastico è un realtà importante anche sotto il profilo educativo. Ma non ha bisogno di nostalgia, bensì di una politica pubblica capace di difendere ciò che funziona.

“E non sono pazzi”. 17° libro bianco sulle droghe

17° libro bianco sulle droghe è una risposta razionale alle politiche del Governo sul tema, improntate da anni a un proibizionismo sterile e ottuso e all’idea di una guerra alla droga che non distingue tra canapa e droghe “pesanti”. L’analisi del libro bianco muove dal carcere, dal sistema penale, dai servizi, dalla salute delle persone che usano sostanze ma non mancano proposte innovative anche su aspetti finora trascurati.

Meloni al Quirinale, dove sta il tabù

Fra un anno (o forse meno) si vota e Giorgia Meloni gioca tutte le carte utili a motivare il suo elettorato. L’ultima è la rivendicazione del Quirinale per un esponente della destra neofascista (lei stessa o, magari, Ignazio Benito La Russa, il presidente del Senato collezionista di busti di Mussolini). Quel che persegue Meloni, peraltro, non è una semplice alternanza ma la riabilitazione del neo-fascismo in una democrazia de-costituzionalizzata.

“Bel tempo soleggiato!”: non limitarsi ad aspettare l’Apocalisse

L’ondata di caldo di questi giorni preannuncia l’Apocalisse, anche se i telegiornali, imperturbabili, annunciano “giornate calde soleggiate”. Possiamo aspettarla con pazienza asciugandoci il sudore ma meglio sarebbe moltiplicare la pressione su organi di stampa, governi, amministrazioni locali e media di ogni tipo affinché il tema di politiche energetiche (e non solo) diverse sia posto costantemente all’ordine del giorno.

Torino. Quando i cittadini sono più forti di Esselunga

A Torino Davide ha battuto Golia. Esselunga, diventata proprietaria, a seguito di improvvide dismissioni del Comune, del parco Artiglieri da Montagna, aveva ottenuto l’autorizzazione a costruirvi un ipermercato. Tutto sembrava deciso ma la perseveranza e le manifestazioni di cittadini e cittadine hanno portato al ridimensionamento del progetto. Il parco è salvo anche se l’attività di vigilanza continua.

Fare politiche energetiche, non propaganda e piccolo cabotaggio

Nella logica di mercato l’energia è una merce. La logica di mercato spinge verso grandi impianti, non importa di che tipo, per realizzare economie di scala e ottimizzare gli utili, a prescindere dalle esigenze territoriali. La logica è quella del sempre di più, che è fisicamente insostenibile. C’è un’alternativa: l’autosufficienza territoriale fondata sulle fonti rinnovabili. I dati dicono che è possibile e in tempi brevi.

Non prendere il potere ma costruire autonomia e autogoverno

Dall’America Latina e dalle politiche imperiali degli Stati Uniti viene una lezione per tutti. La scelta delle due fasi – prendere il potere e poi cambiare il mondo – non ha mai funzionato, ma ora presenta anche una pericolosa distorsione perché intrappola comunità, movimenti e popoli. L’alternativa è quella che alcune realtà attuano da 30 anni: difesa del territorio, autogoverno, in altre parole, costruzione dell’autonomia.