Giocate, giocate! L’azzardo del Governo

Il gioco d’azzardo non conosce crisi: soprattutto quello online, che ne costituisce il 60 per cento. E sempre più spesso assume carattere patologico con gravi danni individuali e sociali. Ciononostante esso continua a godere di privilegi diffusi e di particolari attenzioni. Anche nel recente provvedimento governativo di riordino del settore dei giochi a distanza che abolisce, tra l’altro, il divieto assoluto di pubblicità.

Il terzo mandato tra nostalgie feudali e questione democratica

Lo scontro sul terzo mandato ha un che di surreale. I governatori coinvolti non contestano l’inopportunità di trasformare la democrazia in una somma di feudi, ma vogliono applicare questo principio a tutti, men che a loro. E la sinistra? Sarebbe ora che prendesse atto che la democrazia richiede la costruzione di un progetto politico capace di diventare maggioritario e non la legittimazione di un capo.

Fermiamo i “robot-killer”

I robot-killer sono armi in grado, una volta attivate, di selezionare e attaccare un obiettivo senza ulteriori interventi dell’uomo. Per questo la loro progettazione e la loro utilizzazione pongono profondi interrogativi tecnici, etici e legali. E cresce, anche tra i computer professionals, la convinzione che il sistema di armi letali non può essere lasciato alle macchine perché non possono essere loro a decidere chi uccidere e chi no.

Gli aspiranti riformatori della Costituzione e la resurrezione dei morti

La disinvoltura degli aspiranti costituenti è, a dir poco, imbarazzante. Non si lasciano scoraggiare neppure dalla morte. Si prevede, infatti, che «nei casi di morte, impedimento permanente, decadenza, il Presidente della Repubblica può conferire l’incarico di formare il Governo al Presidente del Consiglio dimissionario». Semplice, basta assicurarne la resurrezione!

Cutro. I morti e i vivi

È passato un anno dalla notte del 26 febbraio, quando il caicco Summer Love, lasciato senza soccorsi, si schiantò sulla spiaggia di Cutro. A bordo c’erano 180 persone. Morirono in 94, tra cui 34 bambini. Il ministro Piantedosi commentò che «non avrebbero dovuto partire» e la presidente del Consiglio lasciò la Calabria con una fuga ingloriosa. I superstiti e i parenti delle vittime aspettano ancora giustizia.

23 febbraio 2024: no alla repressione, no alle guerre

Oggi non è una giornata allegra. Le immagini dei telegiornali sono inequivocabili: a Pisa e a Firenze cortei di studenti inermi e con le mani alzate sono stati respinti a suon di manganellate da poliziotti in tenuta antisommossa. I manifestanti chiedevano la fine del massacro in corso a Gaza. Mentre la guerra si fa sempre più crudele, cresce la repressione. È una brutta deriva contro cui occorre reagire.