Disobbedienza civile!
Disobbedire a leggi o atti di governo disumani è un dovere.
la politica puntoacapo
Disobbedire a leggi o atti di governo disumani è un dovere.
Come funziona il reddito di cittadinanza targato M5S? chi ne ha diritto? Se si esce dagli slogan e lo si analizza nei suoi dati reali quello proposto non ha nulla a che vedere con il reddito universale, individuale, sganciato dal ricatto del “lavoro qualsiasi”.
Dice Salvini, e con lui il programma di governo: «non dovrà più esistere l’eccesso di legittima difesa» e «se un delinquente entra nella mia proprietà ho diritto di difendermi comunque e lui deve sapere che, se è entrato in piedi, può uscirne steso».
Anche quest’anno, il 2 giugno, la nostra Repubblica si autocelebra con una sfilata militare e, dunque, con un tripudio di armi, divise e bandiere, benché nel suo atto di nascita ci sia scritto che «l’Italia ripudia la guerra». Noi che “vogliamo la luna” – qui e ora – cominciamo altrimenti.
Nel suo primo discorso al Senato il presidente Conte si è affrettato a recitare il rituale atto di fede nell’Alleanza atlantica (NATO). Nelle vicende politiche italiane c’è un non detto, un lato oscuro della politica, fatto di scelte che rimangono indiscutibili anche nell’avvicendarsi dei governi.
Il drammatico e infinito conflitto tra israeliani e palestinesi, caratterizzato da una costante oppressione dello Stato di Israele nei confronti del popolo palestinese, sta producendo un vero e proprio regime di apartheid, bollato come crimine dalle Convenzioni internazionali.
Le Olimpiadi sono una scommessa economica che, da tempo, ha la certezza di essere perdente. Da qui la scelta fatta da molte città, in tutto il mondo, di non ospitarle. Perché mai Torino dovrebbe organizzare quelle invernali del 2026 dopo avere devastato il proprio bilancio con quelle del 2006?
Il “contratto di governo” di M5S e Lega ripropone, nel settore della giustizia penale, la vecchia idea che, per garantire la sicurezza (di pochi), occorra aumentare il carcere (per molti). È una prospettiva che tranquillizza l’opinione pubblica ma è fallita in tutto il mondo.
50 anni dal 1968. Proliferano i convegni, i libri e le mostre. Protagonisti di quegli anni, ci interroghiamo: abbiamo vinto? abbiamo perso? Abbiamo vinto e abbiamo perso… anche perché, con una qualche provocazione, vorrei dire che nel nostro Paese ci furono due Sessantotto.
La riflessione di Libera: dopo 10 anni la realtà ci racconta di un paese sempre più debole, diseguale, fragile, impaurito e soprattutto incapace di guardare al futuro con speranza.