Le molte ragioni del NO: contro il paradigma Meloni

Il referendum del 22-23 marzo non riguarda solo la magistratura, ma il paradigma di governo perseguito senza interruzione da Giorgia Meloni che aspetta di essere completato con il premierato e con una riforma elettorale ancora più maggioritaria. Tocca a noi decidere – il 22 e 23 marzo – se favorire la centralizzazione, le gerarchie e la privatizzazione dello Stato oppure difendere la democrazia, l’uguaglianza, il pubblico.

Tornare a parlare del Mezzogiorno

La “questione meridionale”, un tempo al centro delle attenzioni delle forze politiche progressiste è scomparso dall’agenda di ogni partito. Eppure il Mezzogiorno ha le potenzialità per divenire un polo di ricerca e di produzione per filiere industriali strategiche, per aiutare a percorrere meglio e più velocemente la transizione energetica, per contrastare il declino anche demografico del Paese.

Università e Ricerca allo sbando

Dopo anni di sottofinanziamento e di burocratizzazione, e dopo il diluvio effimero dei finanziamenti PNRR, si profila, per l’Università e la Ricerca, un ulteriore arretramento, con un sistema più centralizzato, meno libero, meno capace di produrre sapere critico e innovazione. A ciò occorre reagire. Difendere l’università pubblica e la ricerca indipendente significa difendere la democrazia, la cultura e il futuro del Paese.

Torino. Parlare di Gaza in Università

Parlare di Gaza in Università è difficile, eppure necessario. A sovrapporsi sono anzitutto le categorie: ebrei, sionisti, israeliani; arabi, palestinesi, musulmani. E poi: territori occupati o contesi? Domande difficili, salvo, che per il diritto, in cui i provvedimenti delle Corti non lasciano dubbi sul genocidio in atto. Con esse il Dipartimento di Giurisprudenza di Torino ha scelto di misurarsi in un articolato seminario.

Trump e il potere del denaro

Sabato 5 aprile centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza, negli Stati Uniti, per dire “basta!” alle politiche di Trump. Ma quelle piazze, seppur assai partecipate, sembrano, almeno in questa fase, destinate all’irrilevanza politica, di fronte ai ricatti economici di Trump che stanno provocando un pressoché totale allineamento alle sue posizioni delle Università (eccettuata, per ora, Harvard) e dei grandi studi legali.

L’Università, il Governo e il Grande fratello

Nella postdemocrazia cara a Donald Trump e a Giorgia Meloni le Università, in quanto luogo di pensiero libero e critico, sono da considerare un nemico. Di qui il loro depotenziamento e la loro privatizzazione. Non basta. Una norma del disegno di legge “sicurezza” introduce una inedita collaborazione degli atenei con i servizi segreti, con invito a concorrere alla schedatura di docenti e studenti “irrequieti”.