Maternità surrogata: il silenzio a sinistra

Lo strepito volgare e strumentale della destra non rimuove il fatto che legalizzare la maternità surrogata significa spalancare le porte a un lucroso mercato fatto di cliniche, agenzie, consulenti legali. Un mercato che non recluterà certo le sue “volontarie” tra le donne benestanti, con un buon livello d’istruzione e un lavoro appagante… Davvero tutto ciò non pone problemi a sinistra?

La sinistra e la critica necessaria del capitalismo

Occorre essere folli o ciechi per ignorare che il capitalismo è un sistema fallimentare. Tale fallimento si manifesta sotto tre profili ad esso coessenziali: la crescente disuguaglianza sia a livello mondiale che all’interno dei singoli paesi, la tenuta della democrazia e la crisi climatica. Da tale situazione non si esce senza una critica radicale al sistema capitalistico. È tempo che la sinistra ne tragga le conseguenze.

I migranti, la sinistra e il nuovo patto sociale

L’ostilità verso i migranti, abilmente costruita dalla destra come risposta alle difficoltà economiche e sociali, si diffonde anche nelle classi popolari. Per invertire la tendenza non basta snocciolare statistiche e chiedere misure per i meno abbienti. Occorre riappropriarsi di una storia costellata di tragedie e sconfitte, ma anche di lotte, solidarietà, immaginazione e – perché no – perfino vittorie.

Elly Schlein e la realtà del Partito democratico

Elly Schlein è il meglio del ceto politico italiano e, in ogni caso, del Pd, ma basterà? Il problema aperto non sta tanto nelle sue capacità, nelle sue buone intenzioni, nei valori progressisti che porta con sé: il tema è piuttosto la sua probabilità di successo nel riformare il Partito democratico. L’impresa è, a dir poco, ardua e quelle probabilità sono molto basse. Ovviamente una smentita sarebbe gradita.

Viva la vita, abbasso la morte!

«Viva la vita, abbasso la morte!» ha gridato in piazza Mélenchon, nella manifestazione francese contro la riforma delle pensioni. E, rivolto a Macron, ha aggiunto: «Tu sia maledetto per aver mercificato le nostre esistenze». La vita contro la morte: sino a quando il dibattito non si radicalizzerà in questo senso ci dovremo accontentare di una pseudo-sinistra lagnosa e di movimenti ecologisti all’acqua di rose.

Comunicare a sinistra

Anche nella politica la comunicazione è essenziale. Oggi il pensiero di sinistra, già identificato con gli errori del comunismo, è messo a dura prova dall’apparente contrasto tra la necessità di evitare degrado ambientale ed esaurimento delle risorse e l’esigenza di distribuire lavoro, reddito e benessere. Solo una comunicazione capace di dimostrare la conciliabilità di quegli obiettivi potrà farci uscire dall’isolamento.

Politica e questione generazionale. Riflessioni di un (quasi) cinquantenne

Da tempo la sinistra si consuma in una crisi che è anche generazionale. Non parlo, per carità, di rottamazione o di altre simili sciocchezze. Ma di cose che devono fisiologicamente accadere e da cui noi cinquantenni siamo ormai fuori. Parlo di eredità politiche, che non si possono “pretendere” ma si devono “lasciare”: piccolo gruzzolo che serve a continuare il lavoro che non è stato compiuto.

Corrotti, lobbisti e la sinistra che non c’è

Non sono solo i fondi neri, provenienti da Qatar e Marocco. C’è poco di cui sorprendersi se in una sinistra che ha tradito i suoi sogni, le sue speranze e le sue lotte per il lavoro e per l’eguaglianza e ha assunto i punti di vista e i comportamenti della destra, si scoprono corrotti e lobbisti. Chiedersi ancora oggi perché i lavoratori hanno rottamato la sinistra è come per un americano chiedersi, dopo l’11 settembre del 2001, «perché ci odiano tanto?».

La strana avventura del Movimento 5Stelle

A saperla leggera, la vicenda del M5Stelle non è un’incarnazione del male o un esempio di semplice qualunquismo. In essa si può piuttosto vedere, insieme a errori e cedimenti macroscopici, l’evoluzione di un movimento in cerca di una precisa collocazione, resa difficile dal fuoco di sbarramento e dall’ostilità di gran parte dei media e di chi avrebbe dovuto cogliere le istanze di rinnovamento da esso poste.

Serve un sogno da condividere

La sinistra non ha futuro senza un sogno. Si può resistere e attaccare solo mostrando un’alternativa e raccontando, in modo convincente, che la vita può essere bella se si rimette al centro il rapporto con la natura e con gli altri, che i bisogni fondamentali possono essere soddisfatti senza distruggere l’ambiente, che si possono coltivare le aspirazioni individuali con la partecipazione, la libertà, la creatività.