Grecia: trionfa la destra e crolla la sinistra

Nel secondo turno delle elezioni politiche in Grecia hanno trionfato le forze conservatrici e di estrema destra. La sinistra ha subito una cocente sconfitta, mentre il tasso di astensione ha superato il 47%. Solo la sinistra conservatrice, espressa dai comunisti del KKE, ne è uscita rafforzata, mentre Syriza si è fermata al 17,84% e MeRA25 è rimasto fuori dal Parlamento.

La sinistra che perde (riflessioni a margine della morte di Berlusconi)

La scomparsa della sinistra nell’epoca del trionfo del capitalismo ha molte cause. Tra queste ce n’è una, evidenziata dall’accettazione supina del lutto nazionale per la morte di Berlusconi, che si potrebbe definire “servitù volontaria”. È tempo di capire che la sinistra non può limitarsi a combattere l’ingiustizia, ma deve combattere gli ingiusti.

Guardare negli occhi il colore della sconfitta

La sconfitta della sinistra ha una dimensione europea: anche per questo è illusorio pensare che bastino dei cambiamenti di leadership nazionali per invertire la tendenza. Intanto, la guerra incombe con effetti profondi sul vissuto delle persone e sugli scenari politici. Possibile che i socialisti e i democratici europei non mettano in agenda una riflessione comune sulla crescente inadeguatezza della loro offerta politica?

In Spagna si chiude un ciclo: e ora?

La vittoria delle destre nelle amministrative spagnole chiude un ciclo politico, pur ricco di cambiamenti positivi. A fronte di ciò la scelta di Pedro Sánchez di andare a elezioni politiche anticipate è l’estremo tentativo di scuotere l’elettorato progressista rimasto in parte a casa il 28 maggio e di chiamare al senso di responsabilità gli alleati di governo in lite perenne per conquistarsi uno spazio al sole.

Ragionando sull’ennesima batosta elettorale: Catania, ad esempio

Anche su Catania si è abbattuta, per la sinistra, la batosta elettorale: per ragioni specifiche oltre a quelle generali. La specificità sta nella metodica costruzione, negli anni, di una amministrazione inefficiente e clientelare che, trasformando i diritti in favori, ha indotto i cittadini a perseguire il proprio particolare vantaggio disinteressandosi del bene comune.

Il neoliberalismo reale e la sinistra perduta

C’è chi, nel centro sinistra, contesta un presunto massimalismo di Elly Schlein e rimpiange la “terza via” di Tony Blair, un neoliberalismo reale che ha concentrato il potere e la ricchezza su pochi vincitori. Per opporvisi non basta invocare il ritorno dei partiti novecenteschi. Per una ripresa della sinistra occorre, al contrario, la rigenerazione di un terreno, anche teorico, inaridito da una lunga siccità.

Piccoli segnali di una nuova stagione politica

Abbiamo i fascisti al governo. Ma ci sono anche fatti nuovi e l’apertura di fronti di lotta inediti: dal cambio al vertice del Pd (non insignificante seppur tutto da decifrare e verificare) alla stagione referendaria ormai in corso. Occorre una regia unitaria. Un segnale può venire dal tavolo di lavoro varato dall’assemblea del 22 aprile promossa della Rete dei numeri pari alla Casa internazionale delle donne di Roma.