La protesta dell’Iran tra sanzioni e repressione: alla ricerca di un’opposizione organizzata

In Iran l’ondata delle proteste cresce per l’impopolarità della Repubblica islamica e per un’economia lacerata dalle sanzioni e dal tentativo del regime di rispondere con ricette liberiste che aumentano la povertà. La situazione è esplosiva ma manca, all’interno, un’opposizione organizzata e, nella diaspora, un riferimento credibile.

Una settimana particolare (tra Gaza, referendum e decreto sicurezza)

Una settimana così intensa sul piano politico non la si vedeva da tempo. La scena è stata occupata dalla protesta contro il genocidio di Gaza e la complicità del Governo italiano, dalla conversione in legge del decreto sicurezza, dal mancato raggiungimento del quorum nei referendum su lavoro e cittadinanza: fatti eterogenei e, in alcuni casi, negativi, che possono, peraltro, contribuire ad aprire una nuova fase politica.

Organizzare la disobbedienza civile

Come organizzare forme efficaci di opposizione? I cambiamenti sociali e politici più rilevanti sono stati iniziati da frange marginali che hanno saputo aggregare e coinvolgere. Bisogna esserne consapevoli e, poi, costruire una visione di futuro, usare quanto è nella propria disponibilità per sottrarre consenso al potere, realizzare nel momento in cui si lotta pratiche di vita che prefigurino ciò verso cui si tende.

Ma è proprio vero che i russi non si ribellano?

Nel 2023, 5.024 soldati russi sono stati processati per diserzione. Dal 2022 al gennaio di quest’anno sono stati aperti procedimenti penali contro 1.082 dissenzienti politici. E, a fianco di chi viene arrestare e processato, sono in molti a praticare una quotidiana resistenza culturale e morale. Un libro recente indaga questa importante area che intercorre fra consenso e rivoluzione, fra silenzio e rivolta.

Un tavolo di confronto per realizzare l’agenda sociale

Il 22 aprile si è tenuta a Roma presso la Casa Internazionale delle Donne l’assemblea organizzata dalla Rete dei Numeri Pari per un confronto con le forze politiche che hanno sottoscritto negli scorsi mesi l’Agenda Sociale predisposta dalla Rete. Il confronto, pur ampio e proficuo, non si fermerà lì ma proseguirà con un tavolo permanente per costruire iniziative che rafforzino l’opposizione sociale nei territori.

È tornata l’estrema destra

Batti e ribatti lo schieramento reazionario, egemonizzato dagli eredi del fascismo, è tornato al potere. E appare abbastanza solido. Ma qualsiasi azione di dominio dipende dalle resistenze che incontra, nelle istituzioni e nel paese. Quel che capita in Francia, in Gran Bretagna, in Germania mostra che l’opposizione possono farla anche i cittadini. Che un giorno o l’altro non capiti pure nel Bel paese?

“La scelta”: un film sull’opera inutile e la gente comune

“La scelta” di Carlo Augusto Bachschmidt, è un film sull’alta velocità Torino-Lione. Non la storia dell’opposizione all’opera inutile, ma un resoconto a spot di quello che è accaduto in valle negli ultimi dieci anni, l’immagine di una contrapposizione insanabile: da una parte la gente comune che si batte, dall’altra le macchine, l’esercito e la politica (anche quella che promette e non mantiene).