A destra di un governo tecnico

Al primo e vero banco di prova con i provvedimenti di bilancio, il Governo Meloni si rivela alla stregua di un qualsiasi governo tecnico. Prima le regole di bilancio (e i vincoli europei), poi le persone. E quel poco che c’è da spendere si spende per alleggerire le tasse a chi può pagarle e per non disturbare chi vive di profitti. Per non dire del rafforzamento della vituperata legge Fornero…

Quando la destra si prende anche “la parte del torto”

Eretico o conformista? Dissacrante fustigatore del senso comune o suo autentico interprete? Il “miracolo” della destra di governo nel nostro paese è di non rinunciare alla propria “diversità” e all’aura trasgressiva delle origini, proprio mentre si fa fedele esecutrice dei dettami ultra-liberisti e atlantisti dell’establishment occidentale. Ma pretendere coerenza, di questi tempi, sarebbe troppo.

Il Paese scoppia: la sinistra non può stare a guardare

Gli scenari politici sono inquietanti. Il governo della destra è, sotto tutti i profili, oltre le peggiori previsioni. Che altro si deve aspettare per reagire, forse di abitare tutti in viale Giorgio Almirante? Eppure i segnali che vengono dall’opposizione sono, a dir poco, flebili. Se qualcuno sta ancora aspettando che la situazione precipiti, è bene informarlo: il precipizio è già in corso.

Giorgia Meloni, le tasse e il pizzo di Stato

Nel Paese europeo con la più alta evasione fiscale pro-capite la presidente del Consiglio, rivolta ai piccoli commercianti, definisce le tasse “un pizzo”. E lo fa in un comizio elettorale a Catania, città dove il pizzo mafioso è storicamente assai noto. Da Berlusconi a Meloni. Come scriveva Pasolini, «lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l’etica, l’identica allergia alla coerenza, a una tensione morale».

Il teatrino dei mercanti di armi

Giorgia Meloni indossa il cappello d’alpino, Benito La Russa propone il ripristino della leva, Guido Crosetto istituisce il Comitato per lo sviluppo e la valorizzazione della difesa, Repubblica apre con il titolo a tutta pagina “Le armi italiane salvano vite”, Schlein si adegua. In un delirio di “onore alla Patria”, “guerre umanitarie” e “bombe intelligenti” a soccombere sono la Costituzione e il senso della misura.