Un voto contro Meloni e contro le oligarchie

Lo scontato imminente trionfo della destra non è un unicum, uno sconvolgimento delle nostre fondamenta costituzionali. Esso si colloca piuttosto in un quadro di sostanziale continuità con un passato in cui l’élite dominante nostrana ha puntato su diversi cavalli pur di controllare le leve del potere reale. Per incrinare questa linea è importante sostenere le forze, dal M5S in giù, più invise al mainstream.

Il pericolo del presidenzialismo, intervista a Gustavo Zagrebelsky

Il presidenzialismo è una forma di estremismo da usare con cautela. A differenza dei regimi parlamentari, che si fondano sull’interlocuzione e sul confronto, quelli presidenziali prevedono uno che vince e uno che perde, o si sta di qua o di là. E fino alla nuova elezione si resta servi dei vincitori. Per questo mi preoccupa la riforma proposta da Giorgia Meloni, che rischia di portarci in un regime alla Orbán.

Il pericoloso “patriottismo” di Giorgia Meloni

La numero uno di Fratelli d’Italia invoca un “patriota” alla presidenza della Repubblica e torna all’attacco della Costituzione del 1948 per riscriverla a suo uso e consumo. Nella sua proposta: la derubricazione dei poteri, già compromessi, del Parlamento, l’invio in soffitta di ogni partecipazione popolare e l’elezione a suffragio universale e diretto del presidente della Repubblica.

Non arrendersi mai!

Come un secolo fa il Paese è affollato di fascisti dichiarati e di fascisti in doppiopetto. E in troppi assistono a questa deriva indifferenti o compiaciuti. Non abbiamo saputo immettere nella società, a tempo debito, i necessari anticorpi, ma non è mai troppo tardi per reagire. Per farlo dobbiamo capire ciò che siamo stati e ciò che dobbiamo essere; capire e non arrendersi: mai.