Clima: fermare i diesel per qualche giorno non basta

La temperatura media in Italia si è alzata di 1,8°, la Pianura Padana è tuttora la regione più inquinata d’Europa, le città del Sud sono poco attente ai problemi del traffico, non incrementano la mobilità dolce e il trasporto pubblico. In questa situazione non basta fermare i diesel per qualche giorno. È necessaria una strategia politica di lungo respiro tesa a un cambiamento profondo. Ma non ce n’è traccia.

La bancarotta idrica globale

È dei giorni scorsi il rapporto delle Nazioni Unite che ha dichiarato la “bancarotta idrica globale”. Surriscaldamento e siccità attanagliano il mondo. Il consumo esagerato di acque dolci non consente più il reintegro delle falde acquifere, i ghiacciai si sciolgono e il taglio delle foreste inaridisce la superficie terrestre. La situazione è irreversibile ma occorre, almeno, contenerla cambiando modelli di sviluppo.

Cop 30, a Belém nulla di fatto

Il cambiamento climatico sta mandando il nostro pianeta alla deriva. Eppure nessun passo avanti si è fatto alla Cop 30 di Belém in Brasile. Di ciò portano gravi responsabilità gli Stati Uniti di Donald Trump, impegnato, tra gli applausi dei suoi cortigiani, nella lotta a favore, e non contro, i cambiamenti climatici. Ancora risuona il suo invito scellerato a estrarre sempre più gas e petrolio. Intanto il mondo ha altre preoccupazioni: il riarmo e le guerre.

Cosa sta a monte della transizione energetica?

L’energia pulita o rinnovabile è un obiettivo sacrosanto. Ma bisogna sapere di cosa si parla. I raggi solari, il vento e l’acqua fluente sono certamente puliti. Ma si tratta di risorse che devono essere intercettate e per trasformarle in energia devono essere realizzati dei manufatti che richiedono dei minerali la cui estrazione crea inquinamento in altri paesi (in genere poveri). Meglio, dunque, non ragionare per slogan.

Trump all’attacco del clima e del pianeta

La guerra di Trump contro il complesso della tutela ambientale è in pieno svolgimento e già è stato emesso il 60% delle prescrizioni previste al riguardo nel suo Project 2025. In una furia devastante vengono cancellate le regole a tutela di aria, acqua, paesaggio, foreste, fauna selvatica in via di estinzione e, insieme, vengono smantellati gli uffici pubblici preposti alla loro tutela. Ma qualche timida reazione si comincia a intravedere.

Come la guerra distrugge (anche) l’ambiente

Agli attacchi all’ambiente e alle condizioni di vita del pianeta da parte della speculazione, si aggiungono quelli portati dalle guerre, sia nella fase di preparazione, che nelle sue operazioni e nelle conseguenze. Per questo l’ambientalismo deve essere associato al pacifismo. Come ha scritto Alexander Langer: «La causa della pace non può essere separata da quella dell’ecologia».

Come progettare nuvole nuove

Il digitale produce tra il 2 e il 4% delle emissioni di CO₂ del mondo, più dell’aviazione. Con l’introduzione dei nuovi software di Intelligenza Artificiale, Google e Microsoft stiano consumando insieme più energia di paesi come l’Irlanda o la Nigeria. E il trend è in ascesa. Eppure un web più responsabile, più sostenibile, più giusto, più attento agli indicatori ambientali è possibile. A novembre una serie di lezioni per dirlo.

Ma chi sono i veri eco-vandali?

Nei giorni scorsi la Camera ha licenziato la cosiddetta legge ecovandali, che inasprisce ulteriormente le pene per le azioni dimostrative contro il degrado ambientale. Grande la soddisfazione del ministro della Cultura. Ma ad essere intollerabili sono le vernici lavabili e i temporanei blocchi stradali o l’aria inquinata delle nostre città e i 378 eventi estremi che abbiamo avuto nel 2022 in cui hanno perso la vita 31 persone?

Il Covid e l’informazione

Anche con riferimento al Covid l’informazione, salvo poche eccezioni, mostra la corda. Si continuano a confondere morti “per Covid” e morti “con Covid” e i dati di riferimento sui vaccini restano pressoché esclusivamente quelli forniti dalla case produttrici (tre multinazionali che hanno fatto profitti da capogiro).