Il pregiudizio democratico

C’è in molti analisti, esponenti politici, giornalisti occidentali una sorta di “pregiudizio democratico”, in forza del quale la politica estera di uno Stato viene giudicata in base al suo regime interno e la storia di un Paese si sovrappone all’attualità. Ciò consente a quegli analisti di schierarsi acriticamente con Israele o con gli Stati Uniti e di sottovalutare le potenziali positive di un’alleanza come quella dei Brics.

Stop al genocidio: le campane, il paese reale, il silenzio dell’establishment

Stop al genocidio. Un appuntamento. Un’ora: le dieci di sera. E nessun luogo convenuto. Dove trovarsi? Ovunque, nell’Italia dei margini. All’appello hanno risposto, nel silenzio dei media, centinaia di parrocchie, di comuni, di chiese, di associazioni, di cittadine e cittadine. Con campane e non solo, perché Gaza non sia abbandonata nel silenzio.

20 anni di BDS: intervista a Omar Barghouti

A 20 anni dalla costituzione del BDS (Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni), Omar Barghouti, che ne è stato co-fondatore, ne descrive ragioni e obiettivi. Con il genocidio in corso Israele sta completando l’opera di distruzione del diritto internazionale, ma ugualmente responsabili sono gli Stati Uniti e l’Occidente. Questa consapevolezza sta crescendo ovunque, soprattutto tra i giovani.

Su Gaza basta ambiguità! Lettera alla presidente del Consiglio di 34 ex diplomatici

“L’orrore perpetrato a Gaza nei confronti di civili inermi, qualificabile come pulizia etnica, non ha nulla a che vedere con il diritto all’autodifesa. Non bastano le parole. Servono gesti politico-diplomatici concreti a cominciare dalla sospensione di ogni cooperazione militare con Israele e dal riconoscimento dello Stato di Palestina”.

Gaza, simbolo dell’ingiustizia globale

A Gaza il genocidio è l’unico pane quotidiano. E di fronte ad esso misuriamo la nostra impotenza e l’apparente inutilità di analisi, denunce, appelli. Eppure sono proprio i movimenti che in tutto il mondo si sono identificati con Gaza a rendere evidente che la sua indicibile tragedia è l’altra faccia della impunità dei poteri forti (economici e politici) che sono il vero nemico da combattere.

La viltà sionista e i suoi oppositori

Il sionismo aggiunge alla crudeltà e al cinismo la viltà. Ne è espressione il ricorso del Governo di Tel Aviv all’alleato americano per chiedere la testa di Francesca Albanese, rapporteur delle Nazioni Unite, rea di aver documentato il genocidio in atto a Gaza. Per fortuna non tutti gli Ebrei sono sionisti e in molti si stanno organizzando per chiedere che Israele diventi uno Stato laico, democratico, multietnico e multireligioso.

Il genocidio di Sebrenica e quello di Gaza

C’è un filo nero che collega i massacri di Sebrenica di 30 anni fa con quelli dell’esercito israeliano a Gaza. Si tratta, in entrambi i casi di genocidi dettati dall’intento di annientare un gruppo etnico. Ma, mentre il genocidio di Sebrenica è stato sanzionato dalla comunità internazionale, quello di Gaza è impunito anche se realizzato in modo ancora più atroce condannando persino i bambini a morire di fame e di sete.