L’inganno della Torino-Lione

La nuova linea ferroviaria Torino-Lione non esiste. Dato il disimpegno della Francia se ne discuterà, forse, tra 20 o 30 anni e potrebbe essere operativa solo a fine secolo quando il mondo sarà tutt’altro. Perché, dunque, iniziare manu militari, nella piana di Susa, lavori del tutto inutili? Solo per fare un’esibizione di forza, un’intimidazione nei confronti di cittadini che non vogliono essere sudditi.

Chi “vince” ha il diritto di governare? Non sempre in un sistema parlamentare

Non sempre la maggioranza relativa dei voti basta ad attribuire “il diritto di governare”. Ciò vale oggi per l’Austria ma anche, nonostante le rivendicazioni della sinistra, per la Francia. Per la decisiva ragione che nei sistemi parlamentari le elezioni servono a misurare gli orientamenti politici del Paese, non a sancire vincitori e vinti, e ciò che conta è la capacità di costruire alleanze post-elettorali suscettibili di coinvolgere la maggioranza degli eletti.

La sinistra necessaria: nuovi soggetti e nuove forme organizzative

La vera novità politica dell’anno in corso, in Europa, è stata la vittoria della gauche in Francia, sulla base di un programma effettivamente di sinistra. Da quella lezione occorre partire, in un processo costituente aperto, rivolto ai movimenti e alle forze politiche organizzate, capace di stabilire percorsi comuni di ricerca e di lotta e di inventare nuove forme di organizzazione e di comunicazione senza ansie governiste.

Macron: una disfatta che apre una crisi di regime

Dopo l’elezione a “sorpresa” del 2027 il disegno politico del presidente Macron è progressivamente fallito fino alla disfatta nelle elezioni legislative di luglio. Oggi il Parlamento diviso in tre parti e il Paese è ingovernabile. Macron ha reagito negando l’incarico di primo ministro al Nouveau Front Populaire, vincitore delle elezioni: una scelta che ribalta le prassi costituzionali e rivela una crisi di regime forse irreversibile.

L’aborto è un diritto (almeno in Francia)

Il 4 marzo 2024 il Parlamento francese ha deliberato l’inserimento in Costituzione del diritto della donna di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza. Parallelamente in Italia gli ostacoli di fatto all’esercizio di tale diritto vengono integrati con proposte di legge che prevedono pressioni sulla donna, da parte dei sanitari, per indurla a non abortire e la possibilità di ingresso nei consultori di associazioni “pro vita”. Facile cogliere l’impotanza della decisione francese.

L’algoritmo della vergogna e le distorsioni del welfare

Una delle istituzioni più importanti del welfare francese, la Caisse d’allocations familiales (Caf), l’ente che si occupa degli aiuti sociali alle famiglie in difficoltà, per molto più di un decennio ha funzionato affidandosi solo a un algoritmo che controllava la metà della popolazione discriminando i precari e i più svantaggiati, le donne, i portatori di handicap. Per di più con un recupero irrisorio di somme erogate ingiustamente.