Non c’è un voto utile. Ma la storia continua dopo il 25 settembre

Inutile tacerlo: non esiste, nell’immediato, un voto utile contro le destre. Non esiste per la configurazione del sistema elettorale e la mancanza di un campo largo che possa contendere collegi alla destra. Non esiste, ancor più, perché non c’è una forza politica forte di sinistra. La strada è un’altra: una costante resistenza, perché la storia cambi direzione.

Ancora sul voto utile

Nell’ultima settimana di campagna elettorale l’invito al voto utile si fa più pressante, anche se l’espressione è utilizzata con significati diversi (contributo ad assicurare la formazione del governo, o a contenere una sconfitta, o ad eleggere dei parlamentari). Forse sarebbe meglio chiedersi che cosa possa essere davvero “utile” alla costruzione di un’alternativa pacifista, ecologista, anti-capitalista, a questo orribile presente.

Perché votare Unione popolare

A due settimane dalle elezioni del 25 settembre i giochi sembrano fatti con la sola incertezza dell’entità del successo di una destra fascista e dal programma impresentabile, favorito dalla scelte suicide del PD. Ma la risposta non può essere la rassegnazione. Abbiamo argomenti forti per motivare al voto anche coloro che, sfiduciati, si sono rifugiati nell’astensione o nella scheda bianca. Usiamoli!

Elezioni: “turarsi il naso”, con quel che segue…

La possibilità che il Centro destra possa raggiungere i due terzi dei seggi in ogni camera è abbastanza remota ma il 60% è a portata di mano e ciò sarebbe sufficiente, per esempio, per eleggere i giudici costituzionali di nomina parlamentare. Al di là di cosa ci dice il cuore, dunque, occorre valutare l’effetto del proprio voto: per chi non si riconosce nel centro destra non c’è voto utile ma solo un voto per il meno peggio!

Elezioni: non andare al mare, nonostante tutto

I rischi sono grandi e non si vedono nel Paese lotte in grado di garantire, più del voto, progressi sul piano dei diritti e delle libertà. La scelta per il meno peggio non ha mai prodotto esiti utili e anche per questo non credo possano esserci, per la sinistra, indicazioni di voto (che, del resto, non saprei dare). Ma un voto antifascista è necessario: a ciascuno trovare la strada migliore.

Un partito della scienza e dell’intelligenza

Le elezioni incombono. E i dubbi e le incertezze si trasformano in sogni, in cui, tra gli altri, compaiono padri della patria a dare suggerimenti sulla necessità di applicare alla politica un metodo scientifico, intelligenza e disinteresse personale, spirito collaborativo… Suggerimenti a sinistra sempre disattesi. Così il sogno si trasforma in incubo: siamo diventati tutti stupidi?

Il disastro della politica estera Usa. E noi?

Mentre nel mondo è sempre più evidente la crisi dell’egemonia americana, il futuro del nostro Paese è stato anticipato da Draghi: qualunque sia il governo che si formerà dopo le elezioni, la sua politica economica è già stata determinata dalla Commissione europea e la sua politica estera (e militare) è già stata determinata da NATO e USA. Il nostro compito è provare a incrinare questa granitica sicurezza.