“Piano Draghi”: non ci siamo

Il piano Draghi non fa bene all’Europa: favorisce l’ulteriore concentrazione del potere economico e politico, accresce le disuguaglianze e aggrava la distanza delle istituzioni dai bisogni di cittadini e cittadine, individua la difesa come volano dello sviluppo, relega l’UE in una posizione internazionale rigidamente predeterminata e non necessariamente conveniente. Questa l’analisi del Forum Disuguaglianze e Diversità.

Non ce la stiamo passando troppo bene…

Contrariamente a quanto sostenuto dalla premier, l’economia italiana non se la sta passando bene. Nel 2023, il reddito disponibile reale lordo delle famiglie è in calo mentre quello dell’UE cresce; nel triennio 2021-2023 i prezzi al consumo sono aumentati del 17,3% e i salari solo del 4,7%; siamo l’unico Paese sviluppato in cui i salari reali non sono cresciuti negli ultimi 30 anni, con un calo decennale del 4,5%.

La cura del futuro

L’economia capitalistica domina il pianeta, produce una massa imponente di beni effimeri e una enorme ricchezza finanziaria per élites e, contemporaneamente, consuma il futuro di tutte e tutti. Occorre cambiare nel profondo. Ed è il paradigma della cura – di sé, dell’altra, dell’altro, del vivente, del pianeta – quello su cui può essere riorganizzata una società capace di futuro e radicalmente alternativa a quella attuale.

Il Paese reale e quello di “Giorgia”

A sentire Giorgia Meloni, il nostro Paese è quasi un’eccezione, un’isola felice, nel panorama incerto e preoccupante dell’economia europea. Occupazione che cresce, PIL a gonfie vele, borsa che macina affari. In realtà la situazione è florida per i ricchi e per le banche ma la povertà è in costante aumento: i poveri assoluti sono 5milioni e 752mila e la persone “in difficoltà economica” sono più di 13milioni.

Fermiamo la corsa alle armi

Molti governi moltiplicano forsennatamente le spese militari. Si parla apertamente di una possibile guerra atomica. Il tutto favorito dall’immensa e scellerata pressione esercitata dai fabbricanti di armi di tutto il mondo, Italia in testa. Un importate strumento per la ricostruzione e la comprensione di questo drammatico scenario è offerto da Sbilanciamoci! e Greenpeace con l’e-book “L’economia a mano armata”.

Superbonus edilizio: i pro e i contro

Il superbonus al 110% è stato un intervento ingente e discusso, che ha avuto effetti giudicati positivi dalle agenzie di valutazione sull’aumento del Pil, sull’ambiente, sulle imprese, ma anche sul deficit tendenziale. Su quest’ultimo parametro si scopre che – al contrario di ciò che dicono Meloni e Giorgetti – ha liberato risorse per la prossima legge di bilancio.

Democratizzare le banche centrali

L’indipendenza delle banche centrali è l’emblema del potere dominante del capitale finanziario sulla politica e sulla democrazia. Per di più l’attuale sistema si mostra sempre più incapaci di “guidare” l’economia. C’è una sola via d’uscita, coerente con il carattere di bene pubblico del sistema monetario: coinvolgere nella sua gestione le organizzazioni dei lavoratori, degli imprenditori e dei consumatori.