Israele, l’Occidente e le vite di scarto

Ricordando la Shoah, abbiamo insegnato ai nostri figli, che “è accaduto, quindi può accadere di nuovo”. Salvo poi, quando l’esercito di Israele uccide donne in fila per un tozzo di pane e mira ai testicoli di bimbi inermi, rivendicare che “non sono permessi paragoni”. È la cultura dello scarto che legittima gli uomini a fare ciò che la natura non si sognerebbe mai di fare: scartare, scacciare, sottrarre vita, torturare, uccidere.

Gaza, simbolo dell’ingiustizia globale

A Gaza il genocidio è l’unico pane quotidiano. E di fronte ad esso misuriamo la nostra impotenza e l’apparente inutilità di analisi, denunce, appelli. Eppure sono proprio i movimenti che in tutto il mondo si sono identificati con Gaza a rendere evidente che la sua indicibile tragedia è l’altra faccia della impunità dei poteri forti (economici e politici) che sono il vero nemico da combattere.

L’allergia al diritto di Giorgia Meloni

L’Italia, insieme ad altri otto Paesi, contesta la Corte europea dei diritti dell’uomo per le sue decisioni e la sua giurisprudenza in tema di immigrazione. Contestualmente, in spregio delle convenzioni internazionali, conferma la propria politica di collaborazione militare con Israele. C’è un filo rosso che lega le due vicende: l’aspirazione di liberarsi dei “fastidiosi” vincoli del diritto…

Il papa, i diritti, il diritto

Il magistero di papa Francesco ha affrontato temi ecclesiali e spirituali ma anche questioni sociali e politiche, tra cui quelle dei diritti e del diritto. In questa prospettiva ha più volte parlato di tutela del bene comune e di giustizia penale, richiamando costantemente la centralità della persona umana e il compito pacificatore del diritto, che non deve mai alimentare la violenza. Anche in questo caso in controtendenza…

La forza nuda del potere

Il potere è senza remore. Non ha vergogna della sua protervia, ma la rivendica. Chi osa evocare il diritto è dileggiato, la politica è privatizzata, i diritti sono ignorati, neanche più distorti a coprire politiche di potenza. Nell’assenza di ogni limite, l’unica logica è quella della forza, l’unico futuro è la guerra. È contro questo stato di cose, non per un’Europa indefinita, che occorre scendere in piazza.

Una Costituzione per la terra: il realismo dell’utopia

In quest’ultimo anno si sono aggravate tutte le catastrofi globali che minacciano il futuro dell’umanità: le guerre, la crisi climatica, le disuguaglianze, l’esclusione dei migranti e, insieme, l’involuzione autocratica delle democrazie occidentali. A fronte di ciò il progetto di una Costituzione della Terra, che vincoli persone e stati, non è un’utopia ma un atto di realismo che, solo, può produrre un risveglio della ragione.

Lo strappo di Trump: quando la forza umilia il diritto

La messa in scena, alla Casa bianca, del confronto tra Trump e Zelensky ripropone il copione del dialogo tra gli Ateniesi e gli ambasciatori di Melo descritto da Tucidide. Coincidono addirittura le parole. Dopo più di 2.500 anni sembrava che il diritto potesse prevalere sulla forza (o almeno competere con essa). Invece, all’improvviso, tutto è crollato, lasciando gli europei attoniti, paralizzati da debolezze e contraddizioni.

Gli Stati Uniti e l’eclisse del diritto

Da quando è tornato presidente, Donald Trump sta dando seguito alla promessa fatta in campagna elettorale di sovvertire tutte le regole del gioco democratico e di mandare in soffitta il diritto. Al di là degli effetti contingenti (pur gravissimi), c’è un problema di sistema: se i reciproci controlli tra i poteri smettono di funzionare, il pericolo che la democrazia ceda il passo a una forma diversa di governo si fa molto serio.

Nordio, violare il diritto per liberare un torturatore

Il ministro Nordio ignora l’inglese e – cosa assai più grave – ignora il diritto. Se, invece, finge di ignorarlo per liberare, in nome della ragion di Stato, un torturatore di donne e bambini, è ancora peggio. In ogni caso le sue affermazioni sono tanto chiare quanto eversive: nessun giudice, nazionale o sovranazionale, può emettere atti sgraditi alla maggioranza; se lo fa, quegli atti possono essere vanificati dalla politica.