Attacco all’Università

Da anni è in corso un processo di trasformazione dell’Università da luogo di cultura, per definizione libera, in azienda burocratizzata funzionale a interessi privati. Ciò è acuito dalle politiche del Governo Meloni tese a sterilizzare il pensiero divergente, a tagliare finanziamenti agli atenei, a favorire l’ingresso dei privati, a reprimere ogni forma di dissenso.

Il solito “che fare?”

Cosa possiamo fare per rispondere alla marea di bruttezza e cattiveria di questa fase storica? Si possono fare alcune cose per non cedere allo sconforto, al nichilismo, alla disperazione. Cose limitate e dette più volte, ma bisogna partire dalla realtà, nella quale i sogni di gloria e di ecosocialismo devono ancora aspettare un po’… Una cosa però è urgente e ineludibile: democratizzare i mass media.

La scuola e la “congiura dell’ignoranza”

Da almeno vent’anni è in atto, nel nostro Paese, una progressiva desertificazione culturale, che investe la scuola superiore e l’Università. La cosa è conclamata ma spesso ne sfugge la ragione che, in realtà, è molto chiara: in una società a trazione tecnocratica non servono intellettuali ma esecutori. Essere moderatamente ignoranti e restare sempre dentro il perimetro della ragione strumentale è la condizione ideale.

“Repubblica” e la felicità della trincea

«Con i soldati ucraini al di là del confine: “Felici di guidare un tank in Russia”». Così titola “la Repubblica”, incurante del fatto che ogniqualvolta la guerra viene sublimata agitando i toni della fascinazione estetica, si finisce in una regressione di civiltà. Le invettive di Dante nella nona bolgia dell’ottavo cerchio dell’“Inferno” sembrano dimenticate in un’Italia penetrata da una cultura dal gusto vagamente fondamentalista.

La scuola al servizio dell’impresa

Nella scuola della Costituzione il sapere ha un valore in sé e la finalità di formare persone critiche, liberamente pensanti. In senso opposto si muove il disegno di legge governativo relativo all’istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale che disegna un sistema scolastico diretto a formare soggetti adatti al mercato del lavoro, flessibili rispetto alle sue esigenze e ai suoi cambiamenti.

Olimpiadi. Vincere è meglio, ma perdere non è un fallimento

Da tempo, nelle Olimpiadi, il motto del barone de Coubertin secondo cui “l’importante non è vincere ma partecipare” è solo un espediente retorico. Ma può accadere che una nuotatrice o un tennista sconfitti siano capaci di dirsi comunque felici e di affermare che vincere è meglio, ma perdere non è un fallimento. Chapeau: una lezione per tutti, a cominciare dai commentatori televisivi.

Ripartire dai “sacchi di patate” di Karl Marx

Impegnarsi nei partiti collocati più a sinistra o radicarsi nel territorio per stimolare la nascita di nuove lotte sociali? Forse bisogna ragionare su tempi più lunghi di quelli elettorali e muoversi sapendo che saranno le lotte sociali e il conflitto culturale, collegati tra loro, a creare le condizioni di un efficace rapporto tra rappresentati e rappresentanti e con la politica a livello istituzionale.

A Piadena tra passato e futuro

La festa della Lega di Cultura di Piadena è, ogni primavera, l’occasione per ragionare sul mutualismo e per praticarlo, almeno per qualche giorno, tra canti popolari, convegni e convivialità. Anche quest’anno è stata una boccata di aria fresca tra ricordi del passato delle mitiche Società di mutuo soccorso e apertura a un futuro all’insegna di un “altro mondo possibile”

Uomini e donne: tra dominanza e uguaglianza

La prevaricazione, fino alla violenza, degli uomini sulle donne è una triste costante nella società non solo italiana. Essa è in genere spiegata con il perdurare della cultura patriarcale. Questa interpretazione non riesce però a chiarire perché il modello dell’uomo dominante e della donna subordinata sia così ampiamente diffuso in culture e tempi storici molto diversi tra loro.