Paolo Bartolini è analista filosofo, saggista e formatore. La sua libera ricerca si muove all'incrocio tra filosofia, psicologie del profondo e critica sociale. Tra le sue numerose pubblicazioni, "Nel limite dei possibili. Pensiero critico e realismo visionario" (Meltemi, 2024)
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Samo passati dal tempo delle crisi a quello delle catastrofi. Riconosciuto il negativo che ci sta intorno, non possiamo però fermarci alla “decostruzione”. In questo contesto, l’eterogeneità dei paesi europei rende difficile l’ancoraggio a una prospettiva federale e impone nuovi orizzonti, anche attraverso raggruppamenti parziali di paesi affini.
Trump non è solo. È il riferimento di molti governi e partiti (da Milei a Bolsonaro, a Meloni e alle destre estreme europee), sostenuti da masse popolari esasperate. Il paradosso è che queste forze, lungi dall’affrontare i problemi delle classi subalterne, sostengono un capitalismo che non nasconde neppure i suoi obiettivi fanatici.
La destra interviene a gamba tesa sulla pratica della gestazione per altri (GPA). Il rifiuto di questa strada non può, peraltro, indurre a liquidare la questione all’insegna della libertà della donna di autodeterminarsi, in una concezione mercatista che ignora lo sfruttamento del corpo della donna spesso sottostante a questa pratica.
Cosa possiamo fare per rispondere alla marea di bruttezza e cattiveria di questa fase storica? Si possono fare alcune cose per non cedere allo sconforto, al nichilismo, alla disperazione. Cose limitate e dette più volte, ma bisogna partire dalla realtà, nella quale i sogni di gloria e di ecosocialismo devono ancora aspettare un po’… Una cosa però è urgente e ineludibile: democratizzare i mass media.