Suonare Mozart costa, oggi più di ieri

Le polemiche tra il mondo dello spettacolo e il ministro della Cultura rivelano, oltre all’intolleranza di quest’ultimo, un problema strutturale. A differenza della produzione manifatturiera, i concerti, il teatro, il cinema (e molte altre attività) richiedono gli stessi addetti di un secolo fa, ma con costi molto più elevati. E il mancato aumento della relativa spesa equivale a un de-finanziamento. Ma la politica non se ne accorge.

Diamanti, il coming out di Ferzan Özpetek

Finalmente Ferzan Özpetek ha fatto coming out e, rivelandosi per quello che è davvero, con “Diamanti” ha realizzato il suo film migliore. Abbandonate pensosità, metafore, arzigogoli e patemi autoriali, Özpetek svela la sua vera natura girando benissimo l’idea platonica della soap-opera, condensata in un’unica puntata; o forse è solo l’inizio di una futura serie TV?

“Il tempo che ci vuole” di Francesca Comencini

Francesca Comencini si racconta e racconta il suo rapporto col padre, il regista Luigi. Una sorta di duetto padre-figlia per farsi spazio, almeno nella memoria, in una famiglia affollata. Un pugno di ricordi isolati, uniti da un filo come i grani di un rosario, in cui spicca una comune concezione del cinema come artigianato. Una concezione che, peraltro, collide con la forma autoriale del film.

Il genocidio palestinese e il silenzio di Hollywood

Hollywood – alla cui costruzione hanno contribuito straordinari produttori, registi e attori ebrei –, è una formidabile macchina di propaganda dei democratici statunitensi e della loro narrazione. Raramente essa si è discostata dalla rappresentazione degli Stati Uniti come esportatori di democrazia. Ma oggi si raggiunge il paradosso: nella sua sterminata produzione filmica il conflitto israelo-palestinese è totalmente assente.

L’ambiente al cinema

Anche quest’anno il Festival di Cinemambiente di Torino ha regalato sei giorni di grandi emozioni e di inaspettate conoscenze, alternando denunce socio ambientali a racconti di riscatto e speranza. Con una buona notizia finale: informazioni e programma dei filmati si trovano sul sito di Cinemambiente 2024; gran parte di essi può essere vista in streaming sulla piattaforma di cinema indipendente OpenDDB.

Valerio Zurlini, la grazia nonostante tutto

Valerio Zurlini, seppur non sempre riconosciuto, è uno dei registi più talentuosi della sua generazione: non una generazione qualunque, ma quella di Federico Fellini, Francesco Rosi e Pier Paolo Pasolini. In questi giorni la “Cinémathèque française” gli dedica un’importante retrospettiva. L’auspicio è che anche gli spettatori scoprano il piccolo, prezioso patrimonio di film che ci ha lasciato.