Due potenti e un genocidio

Leone XIV, a differenza di Francesco, non è un profeta. Con lui il papato è tornato nell’alveo dell’esercizio del potere. Ma l’udienza concessa al capo dello Stato di Israele, Isaac Herzog, non è ordinaria nemmeno per la tradizione spregiudicata del potere papale: non ne ha la prudenza né la saggezza. Avere incontrato e legittimato il capo di uno Stato genocida è una macchia, grave, che rimarrà sulla storia della Chiesa.

De-occidentalizzare e de-patriarcalizzare la Chiesa

L’impegno per la pace è, per il nuovo papa, un fatto acquisito. Forse lo è anche la sensibilità per il flagello della povertà e per la questione ecologica. Ma ci sono altre sfide epocali che attendono la Chiesa: in particolare la de-occidentalizzazione e la de-patriarcalizzazione, su cui Francesco ha mosso i primi passi. Solo affrontandole con coraggio e determinazione si potrà aprire, per la Chiesa, una nuova primavera.

Papa Leone e l’incerto futuro della Chiesa

Sul versante sociopolitico il segno del pontificato di Leone XIV non potrà che essere all’insegna della critica al neoliberismo trionfante. Più delicata sarà la dimensione teologica e pastorale. In molti, infatti, sollecitano la restaurazione di una Chiesa “ordinata” e “rassicurante”, che non si proponga di incontrare le diversità in modo paritario. Qui si giocherà la differenza o la continuità con le aperture di Francesco.

Le “cose nuove” di Leone XIV

La Chiesa più multiculturale della storia entra con tutto il peso della sua autorità nel campo minato della crisi dell’Occidente e del disordine mondiale. Le prime parole sulla “pace disarmata e disarmante” di Leone XIV confortano sulla tenuta di una parte almeno, la più impellente, dell’eredità di Francesco. E, intanto, al centro dell’agenda del nuovo Papa si affaccia la rivoluzione antropologica e tecnologica in corso.

Pasqua di resurrezione e la voce delle donne

La presenza delle donne nel Vangelo è una presenza discreta ma fondamentale: tutta l’esistenza di Gesù è stata tessuta di un rapporto significativo, fecondo e liberante con la realtà femminile e sono state le donne, già presenti ai piedi della croce, ad annunciarne la resurrezione. Ciò è stato rimosso nella storia della Chiesa ma oggi – nel giorno di Pasqua – è il Vangelo di Luca a ricordarcelo.

Don Lorenzo Milani, il prete che ha cambiato la società civile

In molti, a cent’anni dalla nascita, tentano di impadronirsi della figura di don Milani. Senza successo. Ché quel prete distante da ogni potere, deciso a schierarsi senza tentennamenti dalla parte dei poveri e dei diseredati di ogni angolo della terra e capace di far diventare Barbiana, una parrocchia di cento anime, il centro del mondo, è stato più laico dei laici e più cristiano della chiesa e delle sue gerarchie.

Contro la guerra

«Quanto alle genti che restano a casa, si rallegrano di nuovi eccidi, e allorché apprendono che vi sono molti Giapponesi uccisi, ringraziano qualcuno che essi chiamano Dio. E quelli che si astengono da simili manifestazioni, se tentano di far comprendere agli altri la verità, sono considerati come transfughi, traditori; sono minacciati o ingiuriati dalla folla abbrutita».