L’incredibile storia di una legge e del suo contrario

L’ennesimo decreto legge sicurezza è stato convertito dal Parlamento in un crescendo di strappi al sistema costituzionale. La mancanza dei presupposti per la decretazione d’urgenza si è, infatti, accompagnata a un iter grottesco, comprensivo dell’approvazione di una legge subito (parzialmente) abrogata e della contestuale promulgazione, da parte del presidente della Repubblica, di una legge e del suo contrario.

Un fermo contro le libertà e i diritti

Il fermo preventivo di polizia è legge. Con questa misura di stampo ottocentesco le forze di polizia, in occasione di manifestazioni, possono accompagnare nei propri uffici e trattenere fino a 12 ore chi sospettano possa turbarne il pacifico svolgimento. La genericità dei presupposti e degli obiettivi e la mancanza di un reale controllo giudiziario violano all’evidenza il diritto alla libertà personale e a quello di riunione.

Quando il patrocinio infedele diventa legge

La novità dell’ultima “legge sicurezza” è dirompente (e solo in parte sanata dall’anomala retromarcia con decreto legge): gli avvocati che indurranno i migranti da loro assistiti a non impugnare il provvedimento di espulsione e ad accettare il rimpatrio “volontario”, saranno compensati dal Governo, a rimpatrio avvenuto, tramite il Consiglio nazionale forense. Così il patrocinio infedele diventa legge.