Punire i poveri e criminalizzare il dissenso

Non viviamo in uno stato di polizia, ma siamo immersi in uno stato diseguale e repressivo che si dilata a dismisura. Ne sono espressione – in parallelo con la soppressione del reddito di cittadinanza, la stretta sui migranti e la mancata adozione di un salario minimo per legge – due proposte di legge in corso di approvazione sulle occupazioni abusive di alloggi altrui e sull’imbrattamento di beni culturali.

Mettete dei fiori nei vostri cannoni!

Dopo 500 giorni la guerra in Ucraina ha perso tutti i suoi obiettivi: si sono rivelati irrealizzabili sia gli obiettivi di Putin (sottomettere l’Ucraina), sia quelli del Governo ucraino (recuperare i territori persi nel 2014), sia quelli dell’Alleanza occidentale (infliggere una sonora sconfitta alla Russia). La guerra è diventata un massacro che si autoalimenta. Ora basta! Torniamo a gridare: «Mettete dei fiori nei vostri cannoni!».

La legge per il ripristino della natura e il futuro dell’Europa

Nel dibattito al Parlamento europeo sulla legge per il ripristino della natura il Governo italiano è stato la punta di diamante del blocco conservatore meritandosi ancora una volta l’ultimo posto sulle politiche ambientali. Alla fine la legge è passata per il rotto della cuffia. Ma nelle elezioni europee del prossimo anno se i progressisti non faranno fronte comune sul punto si rischierà il disastro.

Requiem

Berlusconi – Requiem per noi stessi

La smodata celebrazione di Silvio Berlusconi seguita alla sua morte è il segno funesto del declino di questo Paese, gravemente ammalato di amnesia e di servilismo, incapace di distinguere tra vizio e virtù, con una società sfarinata e una classe dirigente degradata. Quei tre giorni di follia sono stati una sorta di autopsia a cielo aperto che ha rivelato a noi stessi ciò che siamo diventati dopo un trentennio di berlusconismo. Un nuovo capitolo nero dell’autobiografia della nazione.

Ucraina: chi ha stracciato una pace possibile?

A fine marzo 2022 la pace, in Ucraina, era a un passo. Le trattative di Istanbul avevano portato a un accordo per il ritiro delle truppe russe dalla regione di Kiev, la fine dei combattimenti e la neutralità dell’Ucraina. L’accordo, sottoscritto dai capodelegazione e ora noto, restò allora segreto e venne presto stracciato: a quanto è dato sapere, per l’intervento di Usa e Regno Unito e nel silenzio complice dell’Europa.

improvvidenza

L’uomo dell’improvvidenza

La morte di Silvio Berlusconi ha scatenato nel nostro establishment politico, giornalistico e persino sindacale un’ondata apologetica non facilmente comprensibile, che cancella la reale natura del suo operato. Perché Berlusconi, a guardare i fatti, ha in realtà incarnato i peggiori vizi di un’Italia moralmente fragile e politicamente arresa all’arroganza del potere. Gli onori da eroe nazionale che gli verranno tributati sono il segno di questa improvvidenza.

L’autoritarismo e il bellicismo della destra si battono solo con il loro contrario

Meloni e il suo circo, vincenti per grazia ricevuta, percorrono con più arrogante protervia tutte le strade già aperte dal centrosinistra, dalla guerra all’attacco ai diritti dei lavoratori, alla lottizzazione. Invertire la tendenza è difficile ma bisogna provarci. Per farlo, occorre prima di tutto ricostruire un pensiero critico alternativo a quello di una destra oggi egemonizzata dai neofascisti.

La destra al potere: «Non facciamo prigionieri!»

Due mesi fa una (allora) oscura parlamentare di Fratelli d’Italia apostrofò Tomaso Montanari con le parole: «Stia pur sicuro che da noi non avrà mai diritto di parola!». Non era una battuta infelice ma un programma politico oggi in pieno svolgimento: la regola è diventata prendersi tutto, trasformare ogni occasione in propaganda di regime, dileggiando ogni regola di pluralismo democratico e ogni pudore.