improvvidenza

L’uomo dell’improvvidenza

La morte di Silvio Berlusconi ha scatenato nel nostro establishment politico, giornalistico e persino sindacale un’ondata apologetica non facilmente comprensibile, che cancella la reale natura del suo operato. Perché Berlusconi, a guardare i fatti, ha in realtà incarnato i peggiori vizi di un’Italia moralmente fragile e politicamente arresa all’arroganza del potere. Gli onori da eroe nazionale che gli verranno tributati sono il segno di questa improvvidenza.

L’autoritarismo e il bellicismo della destra si battono solo con il loro contrario

Meloni e il suo circo, vincenti per grazia ricevuta, percorrono con più arrogante protervia tutte le strade già aperte dal centrosinistra, dalla guerra all’attacco ai diritti dei lavoratori, alla lottizzazione. Invertire la tendenza è difficile ma bisogna provarci. Per farlo, occorre prima di tutto ricostruire un pensiero critico alternativo a quello di una destra oggi egemonizzata dai neofascisti.

La destra al potere: «Non facciamo prigionieri!»

Due mesi fa una (allora) oscura parlamentare di Fratelli d’Italia apostrofò Tomaso Montanari con le parole: «Stia pur sicuro che da noi non avrà mai diritto di parola!». Non era una battuta infelice ma un programma politico oggi in pieno svolgimento: la regola è diventata prendersi tutto, trasformare ogni occasione in propaganda di regime, dileggiando ogni regola di pluralismo democratico e ogni pudore.

Maternità surrogata: il silenzio a sinistra

Lo strepito volgare e strumentale della destra non rimuove il fatto che legalizzare la maternità surrogata significa spalancare le porte a un lucroso mercato fatto di cliniche, agenzie, consulenti legali. Un mercato che non recluterà certo le sue “volontarie” tra le donne benestanti, con un buon livello d’istruzione e un lavoro appagante… Davvero tutto ciò non pone problemi a sinistra?