Un appuntamento europeo per la pace

La corsa alle armi e alla guerra è, nel mondo, in pieno svolgimento. O si ferma questo delirio o guerre, morti e miseria saranno i compagni di viaggio dell’umanità nei prossimi anni. Le elezioni europee danno una possibilità. Va costruito un appello europeo che rilanci il tema “L’Europa ripudia la guerra”, accompagnato da richieste ai Governi e ai Parlamenti nazionali di atti concreti di de-escalation militare.

Elezioni europee: facciamoci del bene

Il rischio che, con le elezioni di giugno, le ragioni della pace restino prive di rappresentanza nel Parlamento europeo, almeno nella componente italiana, è forte. La presentazione di una lista credibile espressiva di tali ragioni è sempre più difficile. Ma non è impossibile ipotizzare l’inserimento di candidati autenticamente pacifisti come indipendenti nelle liste del M5S e di Alleanza Verdi e Sinistra.

Un’Europa federale per uscire dalla palude

Tra ritorno all’austerità e riarmo, l’Unione Europea, dimentica della propria storia, non riesce a esprimere alcuna idea rinnovatrice ed è sempre più simile alla confederazione intergovernativa voluta dalle destre. Per uscire dalla palude bisogna rimettere in discussione questo assetto. Qui sta il ruolo di una sinistra non subalterna e capace di intercettare le aspirazioni profonde soprattutto dei giovani.

Elogio del boicottaggio

Tra le cause della crisi politica in atto ci sono l’affievolimento e la perdita di efficacia del conflitto sociale, determinati dalla crescente impermeabilità della controparte ai danni prodotti dalle forme tradizionali di lotta. Occorrono, dunque, modalità diverse di mobilitazione, a cominciare dal sabotaggio, da ridefinire, nella società dei consumi, in un quadro di consapevolezza strategica più ampio.

Per un’Europa federale: il popolo europeo esiste

L’Unione europea è un’entità in cerca d’autore. Ma la scelta è ineludibile: o si andrà verso gli Stati Uniti d’Europa (coniugati in modo originale) o si regredirà a un’Europa delle nazioni (di cui già abbiamo visto i danni). Non è vero che manca un popolo europeo e che ciò osta a una democrazia sovranazionale. Il popolo europeo, plurinazionale e plurilinguistico, esiste: basta riconoscerlo e dargli voce.

2024. Un augurio per la sinistra: saper interpretare i segni

Gli auguri dovrebbero essere un veicolo per interpretare i segni che ci circondano. Oggi invece ci si ferma ad essi, senza andare oltre. Eppure, per incidere sulla realtà bisogna toccarla e non limitarsi alle immagini di superficie. L’anno che viene ci metterà alla prova con le elezioni europee, quelle americane e il protrarsi delle guerre. Non basterà guardare chi vince e chi perde. Dovremo capire dove stiamo andando e perché.