Pasqualina Napoletano, già europarlamentare per più legislature, è esponente politica e saggista.
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L’attuale, già enorme, distanza tra cittadini ed Europa non potrà che crescere se continueranno la spinta bellicista, la totale coincidenza con la Nato, il sempre più marcato spostamento a destra, il prevalere dei governi sul Parlamento. Non c’è che una strada: la costruzione dell’Europa come soggetto autonomo governato da regole democratiche con istituzioni trasparenti e legittimate, e retto da una Costituzione.
Tra ritorno all’austerità e riarmo, l’Unione Europea, dimentica della propria storia, non riesce a esprimere alcuna idea rinnovatrice ed è sempre più simile alla confederazione intergovernativa voluta dalle destre. Per uscire dalla palude bisogna rimettere in discussione questo assetto. Qui sta il ruolo di una sinistra non subalterna e capace di intercettare le aspirazioni profonde soprattutto dei giovani.
La Conferenza internazionale di Roma su sviluppo e migrazione fortemente voluta dalla presidente del Consiglio Meloni ha avuto il solo risultato di rafforzare l’impresentabile presidente tunisino Kais Saied. Per il resto lo scopo indicibile del neonato “Processo di Roma” è emerso in modo chiaro: fare della Tunisia il “guardiano delle frontiere europee” e spostare il cimitero dei migranti dal Mediterraneo al Sahara.