Sfalciare o non sfalciare? Questo è il dilemma

Alcuni Comuni hanno deciso di ridurre il taglio dell’erba nei giardini e nei parchi cittadini. Per risparmiare, certo, ma anche a tutela della biodiversità. Subito è iniziata la polemica tra opposti schieramenti: chi sostiene la scelta e chi rifiuta la “trasformazione della città in una giungla”. Eppure le soluzioni intermedie e razionali non mancano. Ma occorre partire dall’informazione e dal coinvolgimento dei cittadini.

Lo sguardo del mare sul cambiamento climatico

Una recente decisione del Tribunale Internazionale per il Diritto del Mare àncora le scelte politiche degli Stati a specifici obblighi di protezione dell’ambiente. Come in un gioco di vasi comunicanti, un “effetto farfalla” alimenta infatti una circolarità di fenomeni nel pianeta, con gravi rischi per le popolazioni più fragili e vulnerabili, sempre più esposte ai danni causati dalle economie delle aree più produttive.

Ancora dighe. Ma sono davvero necessarie?

Invasi e dighe sono tornati di moda. La giustificazione è la necessità, conseguente all’aumento delle temperature e alla siccità, di accumulare acqua a fini idropotabili e irrigui. Incontestabile la necessità, ma vecchia, sbagliata e di grande impatto ambientale la risposta. Non servono nuove grandi opere ma occorre risparmiare sulla risorsa acqua, tappare le (enormi) falle e modificare le politiche alimentari.

Ponte di Messina, dalla commedia alla farsa

Sembra una commedia di Plauto. Ministri e politici vari resuscitano, dopo 10 anni, il progetto, bocciato in tutte le sedi, di un ponte ad unica campata, a doppio impalcato, lungo 3,3 km, sorretto da due torri di 400 metri di altezza, da realizzare in una delle aree a maggior rischio sismico e di turbolenza per i venti del Mediterraneo. Naturalmente a esclusivo beneficio di società private.

La crisi climatica, le nonne, i giudici

Nei giorni scorsi la CEDU ha stabilito che il Governo svizzero ha violato i diritti umani di un gruppo di cittadine riunite nell’associazione “Anziane per il clima”. È la prima volta che la Corte annovera il diritto a un clima stabile tra i diritti umani. Ed è significativo che lo abbia fatto decidendo sul ricorso di un gruppo di anziane signore: una integrazione del “mondo salvato ai ragazzini”.

L’acqua: bene comune sprecato

Che l’acqua sia un bene prezioso ma non infinito è cosa nota. Eppure, nel nostro Paese, lo spreco sembra essere la regola e, complice la mancanza di piogge determinata dai cambiamenti climatici, gli effetti cominciano a farsi sentire drammaticamente, nonostante la ricchezza delle fonti idriche. Le aziende e gli enti virtuosi non mancano, ma è l’intervento dello Stato ad essere gravemente carente.

Il grido della Lega (e non solo): liberalizziamo la caccia!

Sparare sette giorni su sette, sparare anche di notte, divieto di impugnativa al TAR dei calendari venatori sono solo alcune delle chicche contenute nella proposta di legge leghista di liberalizzazione della caccia. Con i tempi che corrono, probabilmente passerà. Non solo per conservare i voti della lobby dei cacciatori, ma perché la caccia sembra essere il paradigma di una società egoista e schiacciata sull’oggi.

Il sogno di Renzo

Nel momento in cui si assiste alla presa di coscienza da parte delle nuove generazioni della necessità di impegnarsi in difesa della natura, è fondamentale riandare alla figura di Renzo Videsott, protagonista della salvezza dello stambecco, direttore del Parco Nazionale del Gran Paradiso e figura chiave nella costruzione dell’ambientalismo moderno, in cui il naturalismo è integrato dall’impegno sociale e politico.