Francesco Pallante è professore ordinario di Diritto costituzionale nell’Università di Torino. Tra i suoi temi di ricerca: il fondamento di validità delle costituzioni, il rapporto tra diritti sociali e vincoli finanziari, l’autonomia regionale. In vista del referendum costituzionale del 2016 ha collaborato con Gustavo Zagrebelsky alla scrittura di "Loro diranno, noi diciamo. Vademecum sulle riforme istituzionali" (Laterza 2016). Da ultimo, ha pubblicato "Contro la democrazia diretta" (Einaudi 2020), "Elogio delle tasse" (Edizioni Gruppo Abele 2021), "Spezzare l'Italia. Le regioni come minaccia all'unità del Paese" (Einaudi 2024) e, con Gustavo Zagrebelsky e Armando Spataro, "Loro dicono, noi diciamo. Su premierato, giustizia e regioni" (Laterza 2024). Collabora con «il manifesto».

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Per cosa manifesterà la piazza del 15 marzo?

Il ceto di governo europeo, incapace in questi anni di qualunque iniziativa di pace, oggi non sa far altro che decidere il riarmo dell’Europa: alimentando così sempre nuovi conflitti e abbattendo ulteriormente lo Stato sociale. Per questo la manifestazione del 15 marzo non servirà a molto, e anzi finirà per assecondare lo scivolamento verso la guerra, se le bandiere europee non saranno affiancate da quelle della pace.

L’autonomia differenziata e il referendum negato

Il referendum abrogativo della legge sull’autonomia differenziata non si farà. La Corte costituzionale lo ha dichiarato inammissibile ritenendo il quesito non chiaro e rivolto alla norma costituzionale di riferimento più che alla legge. Motivazioni infondate per una sentenza incomprensibile, che lascia, peraltro, impregiudicata la questione dell’autonomia, rimessa al Parlamento anziché al voto popolare.

I crimini di Netanyahu, il diritto, la comunità internazionale

Il mandato di arresto della Corte Penale Internazionale nei confronti di Netanyahu per crimini di guerra e contro l’umanità suggella una serie di interventi univoci delle Corti internazionali che hanno dichiarato l’illegalità delle politiche di Israele nei confronti dei palestinesi. Il diritto ha fatto la sua parte. Sta ora ai membri della comunità internazionale decidere se schierarsi dalla parte della legalità o dell’illegalità.

L’autonomia differenziata, Calderoli e Maradona

La Corte costituzionale ha “affondato” l’autonomia differenziata targata Calderoli facendo piazza pulita della bizzarra impostazione secondo cui “regionale è sempre meglio che statale” e dichiarando incostituzionali le disposizioni espressione di quell’idea. A questo punto la palla torna al Parlamento e (forse) al referendum, non necessariamente travolto per le disposizioni non cancellate dalla sentenza della Corte.

E se la via d’uscita fosse la legge elettorale proporzionale?

Lo strapotere del Governo è la cifra del nostro sistema ed è la causa del suo deterioramento. L’introduzione del premierato non farebbe che confermare quanto già di distorto vi è nella prassi. Per restituire credibilità al sistema occorrerebbe ripristinare un sistema elettorale proporzionale senza correttivi. Una legge elettorale proporzionale non sarebbe, in sé, salvifica, ma potrebbe esserlo l’idea di società che porta con sé.

La parabola della salute in Italia

“Salute per tutti”, il titolo dell’ultimo libro di Chiara Giorgi, è un ottimo punto di osservazione per ricostruire la vicenda della sanità nel nostro Paese dall’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale (1978) alla controriforma del 1992 e all’ulteriore abbandono fino ai giorni nostri. È una parabola da conoscere anche per cogliere che i diritti non sono elargizioni calate dall’alto, ma conquiste sempre a rischio.

Chi “vince” ha il diritto di governare? Non sempre in un sistema parlamentare

Non sempre la maggioranza relativa dei voti basta ad attribuire “il diritto di governare”. Ciò vale oggi per l’Austria ma anche, nonostante le rivendicazioni della sinistra, per la Francia. Per la decisiva ragione che nei sistemi parlamentari le elezioni servono a misurare gli orientamenti politici del Paese, non a sancire vincitori e vinti, e ciò che conta è la capacità di costruire alleanze post-elettorali suscettibili di coinvolgere la maggioranza degli eletti.

Disfare l’Italia

Con “Disfare l’Italia” di Pietro Spirito la biblioteca sull’autonomia differenziata si arricchisce di una sorta di guida sui danni di questa riforma: per le aree interne, il Sud, le imprese, l’ambiente, il territorio, il Parlamento, la Costituzione, i bambini, i giovani e gli anziani, i malati e via elencando. Con una conclusione: quel sistema toglie ai poveri per dare ai ricchi e i suoi anelli sacrificali saranno il Sud e i territori deboli del Nord.