Turchia. Liberare Ocalan per costruire la pace

I colloqui, iniziati nello scorso dicembre, tra Ankara e Abdullah Ocalan hanno aperto spiragli di pace per il Kurdistan. Ma le speranze sono ogni giorno spente dai bombardamenti turchi sul Rojava e dal perdurare di una durissima persecuzione politica degli oppositori filo kurdi. A questo punto per avviare davvero un percorso verso la pacificazione non c’è che una strada: la liberazione di Ocalan.

Opporsi al ponte sullo Stretto costa: 340mila euro!

La storia del ponte sullo Stretto si arricchisce di una pagina incredibile. 104 cittadini che hanno chiesto al Tribunale un ordine di cessazione dell’opera per il pregiudizio che potrebbe arrecare si sono visti respingere il ricorso (perché “prematuro”) e condannare a 340mila euro di spese legali. A fronte di ciò il crowdfunding lanciato dal Movimento No Ponte è una necessità economica, ma anche un gesto politico.

Sedotta e abbandonata

La “pax americana” dettata da Trump non lascia dubbi. L’Ucraina è stata, ed è, una semplice e sacrificabile pedina nello scontro tra Russia e USA. A conferma del fatto che la “tutela delle minoranze” e l’“integrità territoriale” degli Stati sono solo uno schermo e che le guerre si fanno per il controllo geopolitico di territori strategici. Ora il cerino resta in mano a un’Europa che si è condannata con le proprie stesse mani alla subalternità.

Elegia per una lavatrice, o ditirambo slow

La sostituzione di una lavatrice fa capire della nostra società più che la lettura del miglior saggio di economia o antropologia. Le macchine hanno tanta elettronica, che raccoglie dati e aggiunge funzioni di cui nessuno ha bisogno, aumentando i costi e rendendo la macchina fragile. Qualcosa è andato storto fra il neolitico e l’intelligenza artificiale. E, dunque, bisogna riprogettare tutto, a partire dal basso.

La stagione delle catastrofi e la necessità di un pensiero nuovo. Intervista a Roberto Esposito

Samo passati dal tempo delle crisi a quello delle catastrofi. Riconosciuto il negativo che ci sta intorno, non possiamo però fermarci alla “decostruzione”. In questo contesto, l’eterogeneità dei paesi europei rende difficile l’ancoraggio a una prospettiva federale e impone nuovi orizzonti, anche attraverso raggruppamenti parziali di paesi affini.

Israele ha distrutto Gaza ma sta perdendo la guerra

Può sembrare paradossale affermarlo, ma Israele, nonostante i successi militari e l’uccisione di circa 45 mila palestinesi, politicamente sta perdendo la guerra. Emergono, infatti, agli occhi del mondo il suo progetto di polizia etnica e la politica coloniale del suo alleato americano. Quel che occorre ora è la capacità dei movimenti e del mondo del pacifismo di costituire un’alleanza a sostegno della resistenza palestinese.

La comunicazione tossica di Giorgia

Il discorso di Giorgia Meloni all’assemblea nazionale della Cisl è, insieme, un proclama politico e un modello di comunicazione. In esso, infatti, non c’è solo l’investitura della Cisl come sindacato amico e la conferma della Cgil come principale avversario. C’è anche un sapiente uso di diversi registri comunicativi ed emotivi in grado di alimentare la polarizzazione ideologica e affettiva dei suoi sostenitori.

Le passioni di Trump e le nostre

Gli atteggiamenti di Trump esprimono, in gran parte, passioni fasciste. Coloro che le celebrano sono intrappolati nella sua logica ma lo è anche chi resta pietrificato dall’indignazione. Non possiamo lasciare che l’indignazione ci sommerga e paralizzi il nostro pensiero. Dobbiamo trovare passioni nostre e immaginare un mondo in cui tutti possiamo vivere senza paura, sapendo che le nostre vite hanno uguale valore.

La Germania al voto tra populismo e crescita della destra radicale

Combattere il populismo con il populismo sembra essere la principale chiave di lettura della campagna elettorale tedesca. Con l’apertura a destra di Friedrich Merz, favorito come prossimo cancelliere per la CDU/CSU, poi, il dibattito si è incentrato sulla rottura del tabu della collaborazione con la formazione di destra radicale AfD. La sola variante nelle ultime settimane è l’aumento del gradimento della Linke.

Torino. La banche, il Comune, il segreto

Nei primi anni 2000 il Comune di Torino sottoscrisse un gran numero di derivati, che hanno comportato perdite ammontanti, a fine 2023, a 180 milioni di euro. Ora il Comune ha iniziato, al riguardo, una causa contro Dexia, JP Morgan e Intesa San Paolo. Ma tutto è circondato dal massimo segreto. Peccato, perché la causa potrebbe gettare una qualche luce sui rapporti, non sempre chiari, tra banche e Comune.