Dopo la morte di Satnam Singh. Il pasto è servito

La vicenda straziante, disumana, imperdonabile di Satnam Singh, bracciante agricolo abbandonato dal suo datore e morto dissanguato dopo un infortunio sul lavoro che gli era costato un braccio, urla vendetta: non contro un plausibile criminale, ma contro un sistema che tollera, giustifica, alimenta sfruttamento, violenza, dolore di persone invisibili e indifese, pur di consentire un piatto al costo più basso.

In morte di Satnam Singh: ribaltare le poltiche

Di fronte alla morte di un bracciante sfruttato e lasciato morire nelle campagne di Latina, non bastano le lacrime di circostanza. Bisognerebbe ripensare tutto e magari fare in mondo che i migranti restino nei loro paesi (come chiede la destra, e non solo) ma a condizione di restituirgli tutte le loro cose: le risorse naturali, il petrolio, l’oro, i diamanti, i legni pregiati, il gas, il coltan. Solo così, forse, capiremmo.

“L’imperfezione” dei temi per la maturità

L’esame di Stato di quest’anno ha presentato, nella prova destinata allo scritto di italiano, tracce eterogenee e di indubbio interesse. A rischio di coniugazioni banali e convenzionali ma suscettibili di sviluppi legati ad alcuni dei principali problemi della contemporaneità: dalle implicazioni della “guerra fredda” alla critica alla meccanizzazione, senza dimenticare un opportuno “elogio dell’imperfezione”.