Tutelare le vittime, anche in Costituzione

“La Repubblica tutela le vittime del reato”: è l’integrazione dell’articolo 24 della Costituzione richiesta dal comitato “Noi, 9 ottobre”, approvata un anno fa dal Senato e ora ferma alla Camera in attesa di essere calendarizzata. Eppure è una modifica fondamentale: le vittime hanno bisogno di sapere che la Repubblica è dalla loro parte anche di fronte ai potenti. È indispensabile che la Camera esca dall’attuale torpore.

La verità, la giustizia e la pace

Chi si prepara alla guerra dicendo che lo fa per evitarla, in realtà è disposto a farla e, se è disposto, la farà. Se non fosse disposto, dove starebbe la deterrenza? E allora? Al motto mentitore, diffusivo di guerre, opponiamone un altro, che viene dalla sapienza biblica, secondo cui il mondo si regge su verità, giustizia e pace. Per combattere il flagello delle guerre c’è molto da fare, ma predisponendo le condizioni della pace.

Palestina. Il dramma e la menzogna

Per anni l’Occidente ha avallato le versioni di Netanyahu. E non smette neppure ora, quando una specie di tregua dovrebbe aver fermato l’orrore. Un ultimo esempio è emblematico. Un’esplosione causa la morte di due soldati israeliani. “È stato Hamas!”, grida Israele e, nel generale consenso, si riapre l’inferno. Salvo poi dover ammettere che si trattava di un bulldozer israeliano finito su una bomba inesplosa.

Contro la “verità unica” e le “guerre di religione”

A dominare nel dibattito pubblico, a cominciare da quello sulla guerra, è sempre più il dogma della “verità unica”, posseduta tutta e intera da una sola parte, mentre l’altra è portatrice di menzogna. È quanto accadeva (e accade) nelle guerre di religione, il cui scopo è l’annientamento dell’avversario. L’alternativa non può che essere quella di optare per dei valori sopra-ordinati e per una visione del mondo complessiva.

Palestina, metafora del mondo

Il viaggio di Roberta De Monticelli in Palestina (“Umanità violata. La Palestina e l’inferno della ragione”, Laterza, 2024, pp. 243), “nella terra dove tre religioni riconoscono alle Tavole della legge mosaica un’origine divina”, diventa una metafora del mondo. Con la conclusione preziosa e commovente, tratta da quella terra e da quella tragedia, che la sola cosa irreparabile dell’ingiustizia è che la verità dei fatti sia ignorata.

“Giurato numero 2”: tra le ombre del giudizio

Un uomo che ha commesso un delitto senza accorgersene, perché credeva di aver urtato un cervo, finisce per fare il giurato nel processo per la morte della donna uccisa dalla sua automobile. La paradossale situazione innesta un conflitto a più facce che investe la verità, la giustizia, gli affetti: un conflitto che Eastwood, con la sua classicità da vecchia scuola, gestisce demolendo certezze e stereotipi.

Io sono (e resto) Giorgia

Giorgia Meloni è molto brava a recitare e ha scelto un copione rassicurante per l’establishment: quello di una destra neoliberista, ultra-conservatrice, atlantista e guerrafondaia. Ma la sua storia e mille indizi mostrano che, al di là della recita, la sua autentica visione della società è molto vicina a quella del generale Vannacci. Del resto basta leggere un suo libro di appena quattro anni fa.