Alla ricerca della pace in Ucraina. E l’Europa?

La pace in Ucraina, legata agli interessi degli Stati Uniti e agli umori di Trump, è densa di incertezze. In ogni caso, quando interverrà, bisognerà ricostruire un Paese distrutto e, prima ancora, definire garanzie a salvaguardia della sovranità dell’Ucraina. C’è chi propone l’interposizione di un contingente europeo, ma ciò è irrealizzabile senza un protagonismo dell’UE teso anche a ristabilire relazioni pacifiche con la Russia.

Il 2024 e la fine del sogno europeo

Tra le molte cose negative che il 2024 ci lascia in eredità c’è la fine dell’Europa come l’avevamo immaginta, anzi la fine dello stesso sogno europeo. La crisi era evidente da tempo, ma il procedere della guerra l’ha fatta precipitare trasformando l’Europa da garante di pace in fonte di guerra e rendendola irriconoscibile. Si apre così una nuova stagione piena di incognite. Se una sinistra esiste, ad essa spetta guidarla e gestirla senza timore di aprire conflitti.

Il ritorno di Mario Draghi, camuffato e con l’elmetto

Mario Draghi è tornato. Camuffato da Keynes e trasformato in apostolo del rafforzamento della competitività europea realizzata con una forte iniezione di soldi pubblici. Ma è solo apparenza. La realtà è il progetto di investire nell’industria bellica assecondando la deriva verso un mondo dominato da poli autosufficienti dal punto di vista energetico e tecnologico, nonché armati fino ai denti.

Una necessità per l’Europa: uscire dall’irrilevanza

L’Europa è a un bivio. L’assetto intergovernativo burocratico vigente porta in un vicolo cieco e un ritorno all’Europa delle patrie ne accrescerebbe l’attuale irrilevanza geopolitica. Solo un’autentica autonomia le consentirebbe di esercitare un ruolo nello scacchiere mondiale. Non è una prospettiva congeniale ai liberisti ma anche la sinistra è solo un cantiere in costruzione, mentre siamo sull’orlo del baratro.

Un’Europa federale per uscire dalla palude

Tra ritorno all’austerità e riarmo, l’Unione Europea, dimentica della propria storia, non riesce a esprimere alcuna idea rinnovatrice ed è sempre più simile alla confederazione intergovernativa voluta dalle destre. Per uscire dalla palude bisogna rimettere in discussione questo assetto. Qui sta il ruolo di una sinistra non subalterna e capace di intercettare le aspirazioni profonde soprattutto dei giovani.

Migranti: i giudici applicano la Costituzione e bocciano il Governo

Secondo la Costituzione e il diritto europeo, chi richiede la protezione internazionale ha diritto a entrare in Italia e, salvo motivate esigenze contrarie, a non essere trattenuto nell’attesa di ricevere risposta. Per questo il Tribunale di Catania ha “liberato” tre migranti tunisini trattenuti nel centro per richiedenti asilo di Pozzallo. Il Governo si è irritato, ma dovrà farsene una ragione…