La campagna di Russia dell’Europa

Due anni di guerra catastrofica e il fallimento in un mare di sangue della controffensiva ucraina non hanno insegnato nulla. In Europa si è formato un partito unico della guerra, in cui confluiscono tutte le forze politiche di centrodestra e di centrosinistra, con i verdi e i socialisti a contendere la prima fila ai popolari e ai conservatori. E il papa, che predica nel deserto, è accusato di collusione con il nemico.

Paolo Mieli e il razzismo democratico dell’Occidente

Fra le novità di questi due anni di guerra, in Ucraina e a Gaza, spicca in Italia la piccola guerra psicologica condotta da un gruppo di giornalisti per intimorire coloro che deviano dalla versione dominante. Tra questi Paolo Mieli dimentico, nonostante l’autodefinizione di storico, della storia palestinese e incapace finanche di una parola di pietà per le vittime innocenti dei bombardamenti su Gaza.

24 febbraio: giornata di mobilitazione nazionale. L’Italia deve dire basta alla guerra!

24 febbraio 2024. Giornata nazionale di mobilitazione nelle città italiane per il cessate il fuoco immediato in Palestina e in Ucraina, per ribadire il NO a tutte le guerre e il NO al riarmo, per costruire un mondo di pace, di sicurezza e di benessere per tutte e per tutti. “Fermiamo la criminale follia delle guerre!”. “L’Italia deve dire basta alla guerra!”. Lo deve dire ora!

Contro la guerra. La via della non violenza

Il terzo millennio ha visto, dopo l’11 settembre 2001, una scia di violenza, morte, dolore che si è allungata fino all’invasione dell’Ucraina, all’attentato terroristico di Hamas e alla reazione di Israele contro Gaza. Se non ora, quando gli amici e le amiche della nonviolenza sono chiamati a rifiutare la real-politik e ad affermare, con la testimonianza, con il pensiero e con l’azione, che c’è un’altra via?

Il doppio salto mortale di Joe Biden

Nella visita in Israele della settimana scorsa, Biden ha parzialmente smentito la visione dello scontro di civiltà in atto ma 24 ore dopo, nel discorso alla Nazione dallo studio ovale, è tornato sui suoi passi confermando la strategia adottata dopo l’11 settembre e il ruolo degli Stati Uniti come perno dell’ordine mondiale. Senza cogliere la necessità di cambiamento imposta dai fallimenti di questi anni.

L’Ucraina è in ginocchio e l’Europa alla canna del gas. Intervista al generale Mini

In Ucraina le prospettive più fosche sono state superate dalla realtà: mezzo milione di soldati ucraini morti, 14 milioni di espatriati, un paese divorato dalla corruzione, l’Europa alla canna del gas, gli Stati Uniti che arretrano davanti al resto del mondo, la prospettiva di un allargamento del conflitto in vista di un nuovo ordine mondiale.