L’Ucraina e i doni insanguinati del “dottor Morte”

Le voci su un disimpegno degli Stati Uniti dalla guerra, anche alla luce dello stallo della controffensiva di Kiev (refrattaria a un’escalation destinata ad aumentare il numero dei propri morti), sono state smentite, nei giorni scorsi. Il segretario di Stato americano Blinken, novello dottor Morte, ha, infatti portato a Kiev nuovi aiuti (comprensivi di cluster bomb e di bombe a uranio impoverito) per intensificare la guerra.

La guerra e quell’eterno “fine che giustifica i mezzi”

A luglio il presidente Biden ha autorizzato l’invio in Ucraina di bombe a grappolo, pur messe al bando dall’Onu fin dal 1 agosto 2010. Il dibattito pubblico che ne è seguito ha evocato la vecchia categoria del “fine che giustifica i mezzi”. Ciò aumenta la probabilità che la scelta sia digerita in modo indolore dalla popolazione ma elude la questione (pur cruciale) della congruità dei mezzi rispetto al fine.

Ucraina: cessate il fuoco. Subito

La domanda ai pacifisti è incalzante: voi che fareste, ora che l’Ucraina è stata invasa? Semplice. Bisognava assumere, come Europa, un ruolo pacificatore, agendo da subito per fermare i cannoni e mobilitare tutte le risorse diplomatiche, dalla Cina al Brasile ai paesi africani, per trovare una via d’uscita dal conflitto. L’Unione non lo ha fatto praticando una sorta di suicidio politico. Ma non è mai troppo tardi.

Sant’Anna di Stazzema 80 anni dopo: chi sono i nemici?

A 80 anni dalla strage nazifascista di Sant’Anna di Stazzema siamo di nuovo in guerra: contro i migranti, trattati da tutta l’Europa come nemici da respingere, e in Ucraina. Oggi come allora siamo di fronte a carneficine di civili incolpevoli. Senza un impegno coerente contro queste nuove guerre e stragi, l’indignazione e il dolore per l’eccidio del ‘44 rischiano di essere pura ipocrisia.

Disertori!

In una cantina di Tbilisi come in una periferia del nostro Paese renitenti alla leva russi e ucraini discutono e raccontano le loro storie. Quello della diserzione è uno dei temi meno raccontati della guerra in Ucraina. Eppure non si tratta di un fenomeno marginale. Sono decine di migliaia i giovani russi e ucraini che hanno lasciato i loro paesi per evitare di finire sotto le armi: un piccolo esercito di refrattari.

Pulizia libraria in Ucraina

La guerra porta con sé, in Ucraina, una drastica “pulizia libraria”: sono banditi i libri scritti da cittadini russi ed è vietato diffondere opere di musicisti russi. Il presidente della sottocommissione per l’Informazione del Parlamento, ha fatto sapere che a fine 2022 già 19 milioni di libri erano stati eliminati e che, “a regime”, dovranno esserne eliminati 200 milioni! Certo non si difendono così la democrazia e le libertà.

Mettete dei fiori nei vostri cannoni!

Dopo 500 giorni la guerra in Ucraina ha perso tutti i suoi obiettivi: si sono rivelati irrealizzabili sia gli obiettivi di Putin (sottomettere l’Ucraina), sia quelli del Governo ucraino (recuperare i territori persi nel 2014), sia quelli dell’Alleanza occidentale (infliggere una sonora sconfitta alla Russia). La guerra è diventata un massacro che si autoalimenta. Ora basta! Torniamo a gridare: «Mettete dei fiori nei vostri cannoni!».

La guerra in Ucraina e la crisi dell’ordine occidentale

La globalizzazione a guida USA è in crisi e all’orizzonte si staglia un ruolo egemone della Cina. Di questo processo la guerra in Ucraina è, insieme, un effetto e un acceleratore: un effetto perché a provocarla ha concorso il tentativo degli USA di allargare la propria influenza in Europa; un acceleratore perché le sanzioni avviate nel febbraio 2022 hanno spinto la Russia a lanciarsi definitivamente nel partenariato con la Cina.